Reggio, il gruppo La Strada: “Spostarsi in bus è un lusso”
La Strada interviene sui costi del trasporto pubblico a Reggio Calabria e propone abbonamenti ATAM più economici, corse notturne e titoli integrati
29 Agosto 2026 - 15:47 | Comunicato Stampa

“A Reggio Calabria prendere il bus è diventato un lusso. Lo diciamo da anni come Movimento La Strada, e lo abbiamo inserito nelle nostre proposte per le Comunali 2026. Una mobilità economicamente sostenibile in questa città resta un miraggio, al netto dei passi avanti in termini di sostenibilità ambientale grazie al recente ampliamento e rinnovamento della flotta dei bus in chiave green, fatto estremamente positivo e che va nella giusta direzione.
I costi degli abbonamenti ATAM
Tornando al fattore prezzi, il quadro, come detto, è decisamente meno roseo. Acquistare un abbonamento ATAM è una spesa non da poco: 495,10 euro l’abbonamento annuale urbano, 136,10 euro il trimestrale urbano, 49,50 euro il mensile urbano, 14,40 euro il settimanale urbano (come da app ATAM). Ricordiamo che dal 1° febbraio 2026 la Regione Calabria ha imposto un adeguamento del 20% sui titoli urbani e del 30% su quelli extraurbani su gomma.
Nel 2023 il Comune aveva attuato una misura significativa in termini di incentivo alla mobilità pubblica grazie ai fondi PON Metro REACT EU, portando l’abbonamento annuale a 82 euro anziché 410. Finiti i fondi, siamo tornati a prezzi estremamente elevati. Con simili tariffe non si incentiva certamente l’utilizzo del trasporto pubblico.
Il confronto con le altre città italiane
Basta guardare fuori città. A Milano il mensile ATM costa 39 euro e l’annuale 330. A Roma ATAC ne chiede 35 al mese e 250 l’anno. A Bologna il mensile costa 30 euro per gli under 27 e l’annuale ordinario euro (con sconti Isee fino a 230). A Napoli il mensile ANM è 35 euro. Reggio, a 49,50 euro al mese, è la più cara tra le città italiane qui confrontate: il mensile costa circa il 27% in più rispetto a Milano e il 41% in più rispetto a Napoli – e lo è senza fornire né una rete integrata con una metropolitana né la medesima frequenza e capillarità del trasporto pubblico.
Il confronto con l’Europa
In Europa il trasporto pubblico è fortemente incentivato con interventi sui prezzi di biglietti e abbonamenti, anche se il 2026 ha portato rincari pesanti pure lì. Vienna, che per tredici anni ha fatto pagare l’abbonamento annuale 365 euro – un euro al giorno – dal 1° gennaio 2026 è salita a 467 euro, comunque meno del nostro annuale e con una rete di metro, tram e bus tra le più efficienti d’Europa. In Germania il Deutschlandticket, partito a 49 euro al mese, è arrivato a 63 euro: più caro anche del nostro mensile, ma valido su treni regionali, metro, tram e bus in tutto il Paese. A Madrid l’abbonamento mensile scontato di zona A è salito da 21,80 a 32,70 euro, restando comunque più economico del nostro. A Vienna, Berlino e Madrid, anche dopo i rincari, l’abbonamento resta un investimento su una rete che funziona, frequente, integrata, capillare.
C’è chi in Europa è andato anche oltre. Il Lussemburgo dal 2020 ha reso gratuito tutto il trasporto pubblico nazionale – bus, tram e treni – per residenti e turisti, affiancando la misura a investimenti record sulla rete ferroviaria. Tallinn, capitale dell’Estonia, viaggia gratis per i residenti dal 2013, e da allora l’ha estesa anche ai treni entro i confini della città. In portogallo, Oporto ha reso gratuito tutto il trasporto pubblico metropolitano per i residenti nel 2026. In Europa, la mobilità pubblica si tratta come infrastruttura sociale da sostenere con tariffe abbordabili o gratuite.
Il nodo degli abbonamenti scolastici
Tra due settimane riaprono le scuole. Migliaia di famiglie si troveranno a fare i conti con queste tariffe. Esiste sì un abbonamento scolastico urbano dedicato, valido da settembre a giugno: costa 330,10 euro, si tratta di oltre 33 euro al mese per dieci mesi – e non è nemmeno utilizzabile la domenica e nei festivi. È comunque un costo pesante, soprattutto qualora si volessero acquistare più abbonamenti. Il risultato lo conosciamo già: tutti in macchina e traffico congestionato all’uscita delle scuole. Ancora, un abbonamento annuale scolastico extraurbano da località aspromontane come Santo Stefano o Mannoli costa 592,60 euro (valido da settembre a giugno, esclusi domeniche e festivi), un costo onerosissimo per studenti pendolari e famiglie.
Il servizio di trasporto scolastico
Il tema della mobilità scolastica non riguarda soltanto il costo dell’abbonamento urbano. Il Comune dispone infatti di un servizio di trasporto scolastico dedicato, che rappresenta uno strumento importante soprattutto per le famiglie che non possono accompagnare quotidianamente i propri figli a scuola e un supporto per i nuclei familiari residenti nelle aree periferiche del territorio comunale. Anche questo servizio deve essere considerato dentro una strategia complessiva di mobilità scolastica: l’obiettivo deve essere quello di ridurre il ricorso all’auto privata e garantire a ogni famiglia, indipendentemente dal proprio reddito e dalla propria zona di residenza, la possibilità di accompagnare i propri figli a scuola attraverso servizi pubblici accessibili e sostenibili.
La richiesta di bus serali e notturni
È inoltre necessario ampliare il numero di corse e prevedere bus serali e notturni su tutto il territorio comunale: oggi, ad esempio, per un cittadino di Mosorrofa, Cannavò o Pellaro è problematico passare una serata in centro con gli amici e poter rientrare a casa per la notte se non si dispone di un auto o di un passaggio.
Le proposte de La Strada
Chiediamo all’amministrazione di attivare una rivoluzione del trasporto pubblico a Reggio Calabria attraverso una serie di provvedimenti: una riforma strutturale delle tariffe ATAM, con abbonamento annuale urbano a 80 euro per tutti; abbonamenti annuali a prezzo calmierato per studenti e lavoratori; l’istituzione di corse nella fascia oraria serale e notturna nell’intero territorio comunale; biglietti integrati bus-treno-traghetto/aliscafo per connettere l’Area integrata dello Stretto.
Si può fare, se si desidera davvero una Reggio più sostenibile e più equa”.
Articolo a cura di Livia Guarniera e Rosy Chirico
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