Emozioni e brividi, Brunori incanta Reggio Calabria: "Terra bellissima e amara"

PalaCalafiore abbagliato dalla poesia del cantautore calabrese

E' andato tutto bene. Il pezzo che ha aperto il concerto di Brunori al PalaCalafiore di Reggio Calabria si può parafrasare per sintetizzare una serata perfetta, tra brividi ed emozioni. Una “crisi di mezza età in forma musicale”. Li definisce così Brunori Sas i concerti che, in queste settimane, lo stanno portando in giro nei palazzetti di tutta Italia. Il cantautore calabrese torna sul palco dopo due anni di stop e regala uno show in cui non risparmia musica e ironia.

Il concerto di Brunori a Reggio Calabria

Il cantautore calabrese, ormai tra i più apprezzati e seguiti del panorama nazionale, è a suo agio nella sua Calabria, dove ha scelto di tornare a vivere.  "Ho scelto di vivere in Calabria perché rappresenta le mie radici e ci sto bene nonostante le ben note criticità. La Calabria mi mette tranquillità, è un contesto in cui riesco a funzionare bene", spiegava in una recente intervista.

Alle 21,30 l'inizio del concerto, due ore filate che corrono via veloci, tra i brani ormai già divenuti 'classici' e le canzoni dell'ultimo album 'Chip!', che domina la prima parte del concerto. Imponente la sezione fiati alle spalle di Brunori, un ricco cast fa da cornice ideale alle note ma soprattutto ai testi poetici del cantautore.

'Il mondo si divide' è un grido amaro più che mai attuale di questi tempi, poco prima con 'Lamezia-Milano' Brunori infiamma il PalaCalafiore, parlando di una Calabria 'Bellissima e amara'. Ringrazia più volte Brunori il pubblico reggino, per un concerto che finalmente si tiene dopo due rinvii causati dalla pandemia.

'Mio fratello Alessandro', 'L'uomo nero' avvicinano alla prima metà del concerto, con un Brunori che non si risparmia e si concede spazi per balletti improvvisati 'nonostante l'osteoporosi' dice scherzando con il pubblico. 'Che felicità, è una gioia essere qui, ma anche voi siete dei privilegiati', diverse le battute e i momenti goliardici di un Brunori che anche in diversi programmi televisivi ha confermato doti da intrattenitore e ironia.

Con 'Il costume da torero' il PalaCalafiore si infiamma, con Brunori che saluta anche la folta rappresentanza venuta dalla Sicilia. La seconda parte del concerto si apre con 'Colpo di pistola', la magia si impossessa del PalaCalafiore.  "Come stai” – dedica toccante al padre – “Per due che come noi”, “Guardia ’82” e “Canzone contro la paura” avvicinano rapidamente alla parte finale del concerto. Brunori saluta il pubblico. poi torna sul palco per gli immancabili bis. Diversi i momenti in cui sembra scherzosamente 'imitare' Lucio Dalla, 'Lei, lui Firenze' invece sembra invece voler spostare in Toscana una Bologna raccontata alla perfezione negli ultimi lustri da Luca Carboni.

"Quelli che arriveranno",  "La verità"e "Arrivederci tristezza" è il tris che chiude una serata emozionante, conferma delle qualità di Brunori, cantautore che si muove con disinvoltura tra il classico cantautorato italiano e melodie che ne hanno contraddistinto il percorso musicale, mai banale o uguale a se stesso. I lunghi applausi fanno da sipario, Brunori ringrazia più volte il pubblico reggino prima di rientrare dietro le quinte.

Brunori emozionato al termine dell'esibizione ha sottolineato la presenza, per la prima volta ad un suo concerto, della figlia Fiammetta.