"Caffè digitale" all’Auditorium dell’I.C. Catanoso De Gasperi

Ridisegnare la didattica in chiave tecnologica sig

Ridisegnare la didattica in chiave tecnologica significa anche confrontarsi con chi ha già raggiunto i suoi primi obiettivi in questo campo e con le realtà sul territorio che fanno innovazione ogni giorno.

La Festa del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) ha suggerito l’occasione per organizzare presso l’Auditorium dell’I.C. Catanoso De Gasperi, diretto dal Dirigente scolastico Sonia Barberi,  un “Caffè digitale”, aperto a studenti, docenti, famiglie e curiosi.

Gli ospiti intervenuti sono il professor Stefano Infantino, l’ingegnere Emanuele Marino e il maker Saverio Asciutto, raccolti intorno a un allestito tavolino con servizio da caffè. Una scena da salotto letterario, animata musicalmente dal suono dell’ arpa a cura della professoressa M.C. Caridi.

Il professore Alessandro Monorchio, in qualità di animatore digitale, apre l’incontro: la prima esperienza condivisa da Infantino arriva dalla Danimarca. Il Progetto Erasmus Plus ha permesso al docente e alla sua scuola (Istituto Severi - Guerrisi di Gioia Tauro) di venire a contatto con una scuola danese d’eccellenza, l’Ørestad Gymnasium: una “scuola senza carta” (http://www.indire.it/2013/03/12/orestad-gymnasium-una-scuola-senza-carta/). I principi su cui si basa questa sperimentazione sono l’innovazione tecnologica e l’organizzazione dello spazio fisico, con predilezione per gli spazi aperti e per le postazioni per piccoli gruppi di studenti. La cosa più sorprendente è che la rivoluzione non sta tanto nell’alta qualità degli strumenti informatici (semplici smartphone, tablet e pc portatili) ma nella connessione (banda larga e sistema cloud) e nell’integrazione di questi strumenti (Learning Management System). Il contatto con il docente (e fra allievi) è continuo e il percorso didattico di ciascuno è disegnato su misura.

Infantino, nel raccontare quale ricaduta l’esperienza danese abbia avuto sulla sua realtà scolastica di riferimento, cita Ford: “C’è nuovo progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”. E questo concetto sembra il link naturale con l’intervento di Marino che presenta al pubblico l’essenza del FABLAB. Si tratta di laboratori che offrono la possibilità di progettare e produrre oggetti con la fabbricazione digitale. La stampante 3D sotto gli occhi di tutti è “auto-costruita”, modello delta. Marino ne espone brevemente il funzionamento, mentre mostra due piccole piramidi ottenute dal filo di plastica fuso e modellato dal software. Siamo catapultati nel magico mondo dei makers: artigiani digitali che progettano e producono da sé gli oggetti più disparati e con le più diverse applicazioni in diversi ambiti, dalla robotica all’ingegneria alla cucina. La vera innovazione sta però nell’approccio fortemente democratico alla tecnologia: condivisione, collaborazione, licenze libere, applicativi a codice sorgente aperto, libero accesso a dati e risultati sembrano essere le parole chiave di un vero e proprio movimento culturale.

Accanto alla macchinetta del caffè ci sono però anche degli altri oggetti molto accattivanti, soprattutto per il pubblico più giovane. Sono i protagonisti dell’intervento di Asciutto che, in un dialogo molto fitto con i bimbi e i ragazzi in sala, espone le funzioni dei piccoli robot costruiti proprio durante i laboratori FABLAB.

Dalla discussione finale emerge un ottimo consiglio da mettere in pratica nell’immediato futuro: fare rete con le realtà virtuose del territorio, in modo da acquisire competenze attraverso la condivisione di buone pratiche.

 

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