Calcio italiano all’inferno: in C non si iscrivono 3 club, uno del girone della Reggina. Addio Bari


di Matteo Occhiuto – Momento durissimo per il calcio italiano. Se, infatti, una faccia della medaglia ride per l’arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino, l’altro, più che piange, si dispera letteralmente. È notizia di ieri, infatti, l’addio al professionismo per 5 club, due di Serie B e tre in C. Un bilancio al quale, poi, va aggiunta la fusione fra Bassano Virtus e Vicenza e che potrebbe crescere ulteriormente qualora la Co.Vi.SoC. compia ulteriori bocciature giorno 20.

A salutare la cadetteria sono Bari e Cesena, due piazze che hanno fatto la storia del calcio provinciale italiano. Un clamoroso default che affonda romagnoli e pugliesi, da tempo gemellati con la tifoseria della Reggina, che dovranno ripartire dalla Serie D. Categoria dalla quale spera di far parte anche la Reggiana, una delle tre società incapaci di completare la ricapitalizzazione vitale per la presentazione del ricorso avverso la bocciatura in prima istanza nell’iscrizione alla terza serie. A dire addio alla C anche Mestre e Fidelis Andria.

Sono riuscite, invece, a presentare ricorso Cuneo, Lucchese e Matera che, comunque, dovranno ricevere l’ok della Lega, al pari dell’Avellino in B. Attualmente, dunque, sono 54 le squadre iscritte alla prossima stagione di Serie C, che potrebbero anche diventare 52 qualora Ternana e Siena venissero ripescate nella categoria superiore. In attesa, ovviamente, di conoscere i destini delle 4 società sopraelencate.

Si va, quindi, da un minimo di 6 posti liberi – con Cavese, Como e Prato pronte a chiedere il ripescaggio e Juve e Milan l’iscrizione della propria squadra B – ad un massimo di addirittura 12. Uno scenario, di certo, aberrante.

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