Chiusura soprintendenza, il no di Ance giovani Reggio Calabria: “presidio fondamentale”


“Esprimiamo forte dissenso per il provvedimento con il quale si intende sopprimere la sede reggina della soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Mentre da un lato si cerca faticosamente di far ripartire una città che a più livelli si trova in una condizione di sostanziale paralisi, per altro verso continuiamo ad assistere alla progressiva e indiscriminata spoliazione del territorio, attraverso la cancellazione di un nuovo, fondamentale, presidio istituzionale”. E’ quanto affermano i vertici di Ance Giovani Reggio Calabria, in relazione alla misura messa in atto dal ministero per i Beni culturali, in materia di riorganizzazione delle varie sedi territoriali.
“La presenza degli uffici reggini della Soprintendenza – prosegue la sezione giovanile di Ance Reggio presieduta da Antonino Foti – costituisce per la città e più in generale per il territorio provinciale, la possibilità di avere una costante e diretta interlocuzione su materie estremamente importanti per il nostro contesto socio economico, quali la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e museali. Si tratta dunque di un ufficio essenziale attraverso il quale è possibile avviare a rapida ed efficace soluzione, con concretezza e pragmatismo, tante problematiche di natura burocratica. In tal senso proprio le lungaggini e la scarsa chiarezza delle procedure amministrative rappresentano spesso i principali ostacoli per il rilancio dell’imprenditoria giovanile in una realtà che ha la necessità impellente di creare nuove opportunità di lavoro. Viene ripetuto sovente che la pubblica amministrazione deve ridurre i tempi dei propri procedimenti: ebbene, la soppressione della Soprintendenza ci condurrà in direzione esattamente opposta a quella indicata in tali condivisibili enunciazioni di principio. Ragionando in termini molto concreti, infatti, la presenza della sede reggina dell’ufficio garantisce il disbrigo pressoché immediato di questioni che altrimenti avrebbero tempi di soluzione molto più lunghi, a causa delle lunghe e defatiganti trasferte a Cosenza che si prospettano per i giovani costruttori edili. Tutto ciò porterà le nostre imprese a pagare un ulteriore prezzo in termini di efficienza. Prezzo che non possiamo consentirci di pagare, specie in un momento di crisi come questo. Ribadiamo perciò il nostro fermo e categorico no – concludono i giovani di Ance Reggio – alla cancellazione della Soprintendenza, auspicando che il governo nazionale trovi i margini per rivedere un provvedimento che, senza alcuna visione strategica, penalizza oltremodo il territorio reggino”.

logo community