Ciclone Harry a Reggio e imprenditori in ginocchio, appena possibile riempiamo i locali della costa ionica!
Lidi spazzati via dalle onde e ristoratori in ginocchio. Diamo un segnale concreto di vicinanza e appena possibile riempiamo i locali
23 Gennaio 2026 - 19:54 | di Vincenzo Comi

La forza della natura non si contrasta. Si subisce. Il ciclone Harry è stata l’ennesima dimostrazione della potenza di madre natura e in poche ore il ciclone ha cambiato volto alla costa jonica calabrese, compresi diversi centri del reggino.
I confronti che rimbalzano sui social delle aree colpite con immagini e video del prima e dopo paralizzano e scuotono le nostre coscienze. Tratti di litorale irriconoscibili. Diversi lidi spazzati via. Ristoranti e strutture a ridosso del mare distrutti dalle onde.
E dietro quelle strutture ci sono imprenditori, datori di lavoro, dipendenti, fornitori. Ognuno con le proprie famiglie. C’è il lavoro di una vita che rischia di saltare.
Di fronte a tutto questo, le parole servono a ben poco. I post sui social fanno rumore per un giorno. Poi restano i conti da pagare e i danni da riparare.
Che sia allora il tempo dell’azione concreta e non delle polemiche. E’ necessario, perchè ci sia una ricostruzione rapida, un sostegno immediato, non solo con la messa in sicurezza, ma anche con gesti concreti.
E allora c’è una cosa semplice che tutti noi possiamo fare. Una cosa piacevole e per questo bella. Appena le attività del nostro litorale torneranno nelle condizioni di ospitarci, scegliamole più spesso. Diventiamo clienti, non spettatori. Riempiamo i locali e facciamoli ripartire. Insieme.
È un invito diretto ai reggini, e soprattutto ai tanti giovani che animano i weekend e le serate della città: quando sarà possibile, scegliete anche i locali della costa jonica. Fatelo per dimostrare vicinanza a chi oggi è in difficoltà. Fatelo per trasformare la solidarietà in una presenza reale, seduti a un tavolo, con una cena, un aperitivo, una giornata al mare. O un semplice gelato ‘fuori porta’. Sono gesti piccoli, ma moltiplicati diventano ossigeno.
Melito Porto Salvo, Marina di San Lorenzo, Palizzi, Bova Marina, Brancaleone. E poi Locri, Siderno, Roccella. E ancora altri. Paesi diversi, stessa situazione, stessa criticità. In quelle zone l’impatto economico di Harry è stato devastante. Molte attività erano già provate dagli ultimi anni e ora si trovano davanti a danni ingenti, con l’incubo di non farcela.
Non sarà un’estate facile per gli imprenditori della zona ionica e per tutti coloro che vivono di turismo e presenze.
Un ombrellone non si rimette in piedi con un hashtag. Ma si può aiutare a rimetterlo in piedi scegliendo di esserci. Ombrellone dopo ombrellone, tavolo dopo tavolo, scontrino dopo scontrino. È così che un territorio torna a respirare.
Appena sarà possibile, dunque torniamo ad animare quei luoghi. Non a parole. Con scelte concrete. Con segnali reali. Con la nostra presenza.
