Reggio abbraccia Pino Daniele: grande successo per il tributo al cineteatro Metropolitano

"Il calore che ho sentito qui è pari a quello di Napoli". Il resoconto del tributo a Pino Daniele al cineteatro Metropolitano

Uno straordinario omaggio a Pino Daniele, quello che ieri sera ha incantato il numeroso pubblico del “Cineteatro Metropolitano” di Reggio Calabria. Il tributo “Putesse essere allero, Pino Daniele e il suo Tarumbò”, organizzato da “L’amaca” con la regia tecnica di Stellario Rato,  ha ricordato il compianto cantante partenopeo in una serata di musica, balli e parole.

«Pino Daniele è il cantante che unisce il Sud con il resto del mondo - dichiara Antonio Calabrò che de “L’Amaca” è presidente e direttore artistico. - Questa sera daremo una prova: abbineremo alle canzoni dei siparietti sia divertenti che divulgativi. Faremo questa operazione, cercando di narrare ciò che è possibile in un modo accessibile a tutti e, soprattutto, cercando di strappare un sorriso».

Della lunga carriera del cantante, è stato scelto il periodo “Tarumbò” quello risalente ai primi dischi di Daniele, interpretato dalla “PinoDaniele Amodonostro Tribute Band” composta da Antonio Rasconà (chitarra), Crispino Mangano (basso), Rocco Rispoli (tastiere), Sandro Spanò (sax), Tonino Labate (batteria), e con la voce di Salvatore Mazzella.

«Gli artisti di stasera sono calabresi e hanno dato vita a questa band, ma l’ospite - che è napoletano - si chiama Salvatore Mazzella ed è la voce di Pino Daniele a livello nazionale», continua Calabrò.

In due ore di concerto, sono state 18 le canzoni interpretate magistralmente sul palco del DLF. Partendo da Na tazzulella ‘e cafè, il pubblico è stato portato per mano dalla band nelle viuzze di quella Napoli controversa e tanto amata da Pino Daniele, da volerle togliere di dosso - proprio attraverso le sue note - quegli stereotipi che l’hanno sempre penalizzata (Napulè, E so cuntento e stà, Non me scuccià, Che te ne fotte, Viento e terra, per citare alcuni brani).

La conduzione di Benvenuto Marra, già direttore artistico del Metropolitano, ha saputo legare i momenti musicali agli inserti recitati da alcune delle donne de “L’Amaca” (Stefania Valente, Paola Esposito, Rosanna Palumbo, Irene Costantino, Valeria Siclari, Luciana Ruggeri, Vanessa Costantino, Elvira Costarella, Maria Calabrò, Anna Rita Fadda), che hanno interpretato testi scritti dallo stesso Calabrò. Gli sketch - a cui si è prestato anche il cantante -  introducevano le canzoni con allegria e profonda analisi degli argomenti messi in musica dal cantautore partenopeo, così da creare equilibro tra la forte emotività di ogni singolo pezzo e le risate delle scenette.

Partito come un tributo qualsiasi in cui il palco stabiliva quella naturale distanza tra spettatore e band, la serata ha preso una piega inaspettata: con la complicità del cantante e del presentatore, gli spettatori hanno invaso la platea ballando e cantando le canzoni con il gruppo, richiedendo un «bis» che è stato prontamente esaudito.

Il successo della serata si può sintetizzare nella frase che arriva a fine performance direttamente dal microfono del cantante:

«Sono 33 anni che porto Pino in giro, ma il calore che ho sentito qui è pari a quello di Napoli. Sono io che ringrazio voi. Sono io che vi faccio l’applauso. Siete stati immensi».

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