CityNow incontra la band reggina The Syndrome


Di Alessio Ciccolo – Oggi ai microfoni di CityNow è il turno dei The Syndrome, una delle più note band reggine che si appresta ad affrontare la stagione estiva all’insegna del power-funk.

Partiamo dalla più recente news che riguarda la vostra partecipazione al Veszprémi Utcazene Fesztivál: parlateci di questa esperienza, visto che non è il vostro primo anno in Ungheria.

“Veszprem ormai è come una seconda casa per noi. Negli anni passati il pubblico ungherese si è dimostrato particolarmente coinvolto nelle nostre performance e sostanzialmente è diventato un appuntamento che ogni anno attendiamo con trepidazione. Stiamo cercando di proiettarci nel panorama musicale ungherese che ci stimola moltissimo e si mostra particolarmente ricettivo riguardo al nostro genere musicale.”

Non sarà un appuntamento solitario nel corso dei prossimi mesi: quali altri palchi vi attendono?

“Uno dei primi appuntamenti sarà il LoveMe Fest il 2 giugno a Messina, un festival che sebbene alla sua seconda edizione è cresciuto in maniera esponenziale grazie alla direzione artistica di Alter Booking e allo staff di giovani del festival: l’anno scorso abbiamo condiviso il palco con Brusco e altre band emergenti e quest’anno saranno presenti due artisti di livello nazionale nel panorama dance hall ma non possiamo svelarvi nulla perché è una sorpresa! Poi affronteremo il tour ungherese e dopo alcuni live in Sicilia.”

Facciamo qualche passo indietro. Due album pubblicati e tante collaborazioni: come definire in poche righe il percorso musicale dei Syndrome?

“Ad majora semper! Questo è il nostro motto perché siamo in perenne sfida con noi stessi per tentare sempre di migliorarci ed esprimere al massimo la nostra idea di musica.”

Avete girovagato per locali di mezza Italia: che riscontri ha avuto la vostra proposta lontano da casa?

“Girovagare è quello che ci piace di più. Suonare è anche viaggiare, per tentare di diffondere il nostro messaggio ovunque e poi condividere il viaggio con altri 3 amici: è sempre uno spasso. Noi ci divertiamo tantissimo e credo che il pubblico percepisca perfettamente questa cosa e ogni concerto è l’occasione di aumentare il proprio cerchio di amicizie quasi come fosse un grande “Esserci” come direbbe Heiddeger, il simpatico funkettone!”

Sono passati due anni dalla pubblicazione del vostro secondo album, Appereance: avete in mente progetti discografici futuri?

“Il motivo per il quale abbiamo avuto pochi live è anche questo, avere il tempo di raccogliere le idee per il nostro nuovo lavoro. Questi due anni sono stati l’occasione di vivere tante nuove esperienze per ognuno di noi e adesso sentiamo un’esigenza quasi fisiologica a produrre qualcosa che rappresenti questo nostro percorso. Cosa che già in parte è stata fatta visto che le tracce sono quasi tutte pronte e le stiamo testando nei nostri concerti, perché secondo noi il migliore modo di percepire il riscontro che hanno sul pubblico è quello delle vibrazioni del live. Quindi a breve usciremo con questo nuovo lavoro e speriamo vivamente che vi piaccia!”

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