Decreto Calabria, stop a nomine politiche. Grillo e Di Maio: "Cacciare i raccomandati"

"Si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione", le parole del vicepremier Di Maio

Verrà votato oggi in commissione Affari sociali alla Camera, nell’ambito del decreto Calabria, un emendamento M5S che prevede lo stop immediato delle nomine politiche in sanità, in attesa dell’approvazione di un disegno di legge più organico.

“Basta nomine politiche in Sanità. Si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione, talvolta favoriti dalla carenza dei sistemi di controllo. Prima di dare più autonomia alle Regioni bisogna cacciare i raccomandati e i figli di…”, le dure parole del vice premier Di Maio.

L’emendamento prevede, si legge, che “nelle more della revisione dei criteri di selezione dei direttori, e comunque non oltre 18 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (ndr il decreto Calabria), la rosa dei candidati è proposta secondo una graduatoria di merito sulla base dei requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell’incarico da attribuire”.

Il disegno di legge sulle nomine sulla dirigenza sanitaria che presentiamo oggi modifica il decreto legislativo dell’agosto 2016, sempre in materia di nomine sanitarie, nella direzione di una maggiore trasparenza. Questo ddl parte da quanto previsto dal contratto di governo. Si tratta di un tema che non può più essere rinviato perché per noi l’obiettivo di rescindere il legame tra politica e sanità è assolutamente prioritario”, le parole del ministro Giulia Grillo.

 

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