Dialisi a Reggio Calabria, non per tutti. Aicha: "Mi lascerò morire"

"Se non potessi più curarmi nella mia città, smetterei semplicemente di farlo e mi lascerei morire". La triste storia di Aicha

Il problema dialisi a Reggio Calabria non è di certo una novità. Ciò che però non manca di stupire è l'incredibile stato in cui sono costretti a vivere i malati residenti nel nostro Comune.

Oggi abbiamo incontrato Aicha Biate, 54 anni, 2 figli, in italia da 21 anni, cittadina reggina a tutti gli effetti. Aicha necessita di dialisi, ma a partire dal prossimo lunedì non potrà più di usufruire delle cure nella sua città perché, per lei che ha già usufruito del suo ciclo, non vi sono più posti disponibili.

La soluzione proposta dall'Asp di Reggio Calabria ad Aicha sarebbe quella di andare a curarsi nella 'vicina' Messina. Peccato che per poterlo fare sarebbe necessaria una forza di cui i malati purtroppo non dispongono.

"Per andare a Messina dovrei alzarmi alle 3 e mezza di mattina, uscire alle 5 meno un quarto di casa - racconta Aicha ai microfoni di CityNow - per poi tornare a casa solamente nel primo pomeriggio. Una situazione veramente insostenibile. L'altra soluzione sarebbe andare a Scilla, di certo molto più vicina però a spese proprie". 

Aicha non potrebbe affrontare una spesa del genere visto che per andare avanti ha a sua disposizione solo 350 euro al mese.

"Non mi pesa tanto la malattia, ad un certo punto ci si fa l'abitudine. Ma il non potersi curare nella propria città, é inaccettabile. Se non potessi più farlo, mi lascerei morire". 

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