DPCM chiude anche i teatri. Calabrese e Piromalli: 'Sarà occasione per reinventarci'

"Vedere il mio teatro chiuso e quello di Costanzo con 1000 persone all'interno mi ha lasciato perplesso"

Nel corso della mattinata odierna, gli attori Gennaro Calabrese e Peppe Piromalli hanno incontrato la stampa di fronte il teatro Cilea per discutere la chiusura dei teatri imposta dall'ultimo Dpcm. Di seguito le dichiarazioni dei due artisti reggini.

BISOGNA GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE E AL LAVORO

Di seguito le dichiarazioni di Gennaro Calabrese: "Le soluzioni? Non vorrei essere nei panni del Governo. Bisogna trovare la soluzione per garantire diritto alla salute e diritto al lavoro. L'unico modo che abbiamo per massimizzare i risultati di questa chiusura è rispettare le prescrizioni, altrimenti oltre al danno ci sarebbe la beffa. D'istinto potrei dirti che ho trovato sbilanciata la necessità di chiudere il teatro: ci si comportava in modo diligente e rispettoso, non credo sia focolaio di contagio se non quello del buonumore. Capisco però l'assembramento magari all'esterno. Inizialmente mi risultava strano vedere un Museo aperto e un teatro chiuso. Sfrutteremo questo periodo per reinventarci."

RISPETTIAMOCI E NE VERREMO FUORI

Peppe Piromalli, invece, afferma: "La situazione economica è in forte declino non avendo un settore ben stabile. Vengono dati piccoli contributi che non riescono a sanare qualunque situazione. In questa pandemia bisogna rispettarsi: se vogliamo vedere un domani senza paura, adesso è il momento di stringere i denti per risorgere in un futuro prossimo. Vedere il mio teatro chiuso e quello di Costanzo con 1000 persone all'interno mi ha lasciato perplesso. Ci siamo adeguati a tutti i DPCM, adesso ci sono progetti in cantiere. Scenari? Non dipende da noi la logistica."