Dramma assistenza psichiatrica a Reggio, Pazzano: 'Nessuna possibilità di cura in città'

Saverio Pazzano e l'associazione Altea denunciano le condizioni di mancata assistenza dei malati psichiatrici in città

"E' una situazione inaccettabile".

Tuona così il responsabile dell'associazione Altea che lamenta la situazione delle strutture psichiatriche in città.

"Sulle malattie mentali e le dipendenze grava uno stigma sociale. La gente si vergogna ed è portata a nascondersi più che a denunciare però le problematiche sono sempre più diffuse. Ci sono casi di comorbodità e in questa città non si riesce assolutamente ad intervenire - spiega Paolo Morabito di Altea - A Reggio esiste solo un servizio ambulatoriale con la possibilità di prescrivere psicofarmaci ma le persone per essere curate hanno bisogno di essere inserite nel tessuto sociale e di fare attività".

La malattia mentale, come noto, non è incurabile e i malati possono tornare ad una vita dignitosa solo se esistono però servizi di assistenza, strutture e personale.

"I centri diurni sono le strutture preposte al recupero dei malati e a Reggio però non ne esiste nessuno. Eppure il piano territoriale dell'Asp ne prevede cinque per la semiresidenzialità. Si deve fare subito qualcosa, è la legge che prevede iniziative a favore dei malati psichiatrici che possano essere di conforto ai malati e alle loro famiglie".

Il gruppo La Strada, in una conferenza stampa di questa mattina all'interno di Palazzo San Giorgio ha reso pubbliche le tante situazioni che spesso rimangono nascoste dentro le mura di casa.

"Chi vive queste problematiche tende a chiudersi in casa. Sollecitiamo l'amministrazione comunale, l'Asp e la Regione - spiega il consigliere comunale Saverio Pazzano - Reggio Calabria è in fondo alla classifica dei servizi necessari per il benessere sociale. In città nessuna possibilità di cura".

Intanto, nel corso della conferenza stampa, è arrivato l'ok dal Presidente Carmelo Romeo per portare la questione della salute mentale in Commissione Politiche Sociali a settembre.

Centinaia di famiglie rimangono in attesa di segnali positivi da parte della politica. Da anni si trovano senza assistenza in una condizione di rabbia, rifiuto, incapacità di intervento ed isolamento.

A Reggio Calabria non esistono dunque interventi per cure domiciliari, non esistono centri diurni, non esistono comunità terapeutiche e doppia diagnosi e non esistono strutture che, per tali patologie, si facciano carico dell'emergenza, della terapia e della riabilitazione.