Green Pass nei ristoranti, tra favorevoli e contrari è scontro (anche) a Reggio Calabria

Sui social è 'tutti contro tutti', intanto spuntano mappe con i gruppi di locali che non richiedono il Green Pass


Green Pass della discordia. Da oggi sono scattate le nuove misure del Governo, che impongono l’esibizione della certificazione per frequentare tutti i luoghi al chiuso. Si dovrà esibire per andare a pranzo e a cena nei ristoranti e bar al chiuso, per frequentare palestre e piscine, per assistere agli spettacoli e per partecipare anche agli eventi.

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I cittadini che non hanno il green pass rischiano la multa fino a 400 euro, ridotta se pagata entro cinque giorni.
Per gli esercenti «dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni.

Lo scontro a livello nazionale

Nelle ultime ore impazzano gruppi Telegram dedicati ai locali che non richiedono il Green Pass per entrare, quindi in evidente divergenza con quanto previsto dal Governo.

Uno degli utenti ha raccolto tutte queste segnalazioni in una mappa. Ci sono quasi mille luoghi registrati in tutta Italia, Calabria compresa. Si va dai ristoranti ai bari, dai cinema alle palestre, passando anche da centri medici e cantine per la degustazione.

“Segnalo ottimo ristorante che ha scelto di essere libero” o “Questa pasticceria non chiede il Green pass per entrare e vuole farlo sapere”, è questo il tipo di commenti tra utenti ed esercenti contrari alla certificazione verde.

Chi prende le distanze da questo tipo di gruppi, secondo quanto riportato da Open, è Umberto Carriera, leader del movimento IoApro.

“L’unico profilo Telegram che possediamo è quello che riporta il nome “Ioaproofficial” e mai abbiamo boicottato i ristoratori favorevoli al Green pass. Noi di IoApro chiediamo solo di poter lavorare, siamo contro il Green pass ma nessuno chiederà mai di lasciare recensioni negative a quei ristoranti che accettano il Green pass.

Sarebbe una follia, noi non abbiamo alcuna intenzione di dividere le categorie dei ristoratori, speriamo solo che tutti possano lavorare dopo un periodo che ci ha economicamente e psicologicamente martoriati”.

La situazione a Reggio Calabria

In riva allo Stretto il clima è del tutto simile rispetto al resto d’Italia. Nelle ultime ore, sono diversi gli imprenditori che hanno annunciato su Facebook di aderire rispetto a quanto previsto dalle nuove norme.

“Da oggi sarà possibile entrare al ristorante solo con l’esibizione del Green Pass, dispiace ricevere minacce e insulti soltanto per averlo comunicato. Sembra che sia diventata una guerra tra noi ristoratori e i non vaccinati o i no vax. Ci hanno messo davanti a delle scelte ed io in questo caso ho scelto la via della legalità”, il post di uno degli imprenditori titolari di un ristorante.

Sui social network, dove dividersi in fazioni è tristemente un’abitudine, anche a Reggio Calabria la spaccatura appare profonda. Nei diluvi dei commenti e dei post si legge di tutto, il ring virtuale non chiude le porte a nessuno. Da un lato, si invoca il rispetto delle regole e l’attenzione da mettere in campo in un momento storico che vede il Covid non ancora sconfitto. Dall’altro, si chiede maggiore libertà e minori restrizioni.

Di sicuro, al netto dei discussioni social il più delle volte sterili, appare preoccupante la deriva che rischia di nascere dalla creazione di gruppi quali “Basta Dittatura” o “No Green Pass”, nei quali si elogiano gli esercenti che annunciano che non chiederanno ai clienti la Certificazione o che si ribellano all’uso delle mascherine.

Altro modus operandi discutibile di alcuni utenti contrari al Green Pass, comportamento sottolineato anche da imprenditori reggini, è quella di pubblicare recensioni negative sui social network e Trip Advisor, commentando duramente e invitando le persone a non frequentare quel determinato ristorante od esercizio commerciale.

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