Imbarchi Villa, ambulanza bloccata con bimbo in codice rosso. La nonna: ‘Mi vergogno di essere calabrese’

Il piccolo Pietro si trova al momento ricoverato in terapia intensiva a Messina. Il racconto, tra rabbia e indignazione, della nonna per lo stop dell'ambulanza all'imbarco del traghetto

ambulanza bloccata villa san giovanni aea

Un trasferimento urgente, da un ospedale pubblico a un altro. Un bimbo di appena 13 mesi in condizioni critiche e un ostacolo inatteso prima di salire sul traghetto, tra Villa San Giovanni e Messina.

È la segnalazione della famiglia del piccolo Pietro arrivata alla nostra redazione da una cittadina che racconta quanto accaduto durante il trasporto sanitario del nipotino dall’ospedale di Reggio Calabria Grande Ospedale Metropolitano al Policlinico di MessinaG. Martino‘.

Il piccolo era stato ricoverato al GOM dopo una febbre alta e un gonfiore sotto il mento. In poche ore le condizioni sarebbero peggiorate, fino alla decisione dei medici di disporre il trasferimento urgente in terapia intensiva pediatrica fuori regione. Dopo alcuni contatti con strutture di Roma e Genova, si è deciso di destinare il piccolo paziente a Messina.

Parte così la corsa verso il Policlinico di Messina con l’ambulanza del 118 mentre la famiglia segue un’auto privata il piccolo Pietro.

“Il dramma nel dramma – racconta la nonna – si è verificato all’imbarco a Villa San Giovanni. L’ambulanza non aveva il biglietto ed è stata per questo bloccata dal personale dell’azienda di trasporti”.

“Non può passare”, sarebbero state le parole riferite dagli addetti.

L’ambulanza, non solo è stata fermata, ma è stata costretta a tornare indietro per l’acquisto del titolo di viaggio, poi pagato dalla nonna del bimbo. Solo dopo l’effettivo acquisto del titolo di viaggio sarebbe stato possibile imbarcarsi e raggiungere la Sicilia.

La segnalazione chiama in causa la società di navigazione Caronte & Tourist, accusata di aver applicato rigidamente la procedura nonostante l’urgenza sanitaria.

La nonna riferisce di aver scritto anche al presidente della Regione Calabria per segnalare l’episodio, senza ricevere risposta finora. Nel messaggio parla di “vergogna” e chiede chiarimenti sui diritti sanitari dei cittadini in situazioni d’emergenza.

“Mi vergogno di essere una cittadina calabrese. Mi preme dirle che mi vergogno di questa sanità. Il mio nipotino di 13mesi doveva essere trasferito a Messina per un intervento d urgenza, arrivati a Villa San Giovanni il 118 non è potuto salire sulla Caronte poiché sprovvisto di biglietto, costretto a tornare indietro in un caso di vita e di morte, con un mezzo del 118. Ma dove stiamo arrivando…”.

Questo il messaggio inviato dalla nonna di Pietro al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Intanto il piccolo Pietro, è ricoverato in terapia intensiva a Messina. Le sue condizioni sono stabili e costantemente monitorate dai medici e, sempre secondo quanto riferito dalla famiglia, non sarebbe ancora possibile intervenire chirurgicamente perché i valori clinici non lo consentono.

La vicenda solleva interrogativi su procedure, protocolli, buon senso ed elasticità in situazioni di emergenza nei trasporti sanitari urgenti attraverso lo Stretto.

In attesa di risposte da parte della società ‘Caronte & Tourist‘ e delle istituzioni, alla famiglia di Pietro la solidarietà e la vicinanza della redazione di CityNow, nella speranza di ricevere al più presto notizie positive.