Sarà dedicato all’Architettura il primo degli incontri promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos per il mese di maggio. Martedì 5 maggio alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso Claudio Sergi, responsabile giovanile Architettura e design del sodalizio reggino ricorderà Giò (Giovanni) Ponti ((Milano, 18 novembre 1891 – Milano, 16 settembre 1979), architetto e designer italiano tra i più importanti del Ventesimo secolo. Un artista di grande versatilità che ha disegnato e realizzato moltissimi oggetti nei più svariati campi: scenografie teatrali, lampade, sedie (la sedia superleggera disegnata per Cassina), divani e mobili, oggetti da cucina (intensa la collaborazione con la Richard Ginori per la quale disegna porcellane e maioliche – servizi da caffè e di piatti – e poi ancora posate e altri oggetti d’uso comune) , interni di famosi transatlantici nonché edifici sia privati che pubblici, in Italia e all’estero, tra i quali, nel 1956 il Grattacielo Pirelli a Milano e, sempre, a Milano la Chiesa di San Francesco e San Carlo Borromeo, oggi Chiesa Santa Maria Annunciata, la Concattedrale di (Gran Madre di Dio) nel 1970 a Taranto. Negli anni Trenta fonda con Gianni Mazzocchi la testata Domus che rappresenterà uno strumento di elaborazione e diffusione delle nuove idee progettuali, in architettura, nel disegno di arredo e nelle arti decorative; crea nel 1954 il concorso “Il compasso d’oro”. Ponti nella sua vita professionale si concentra molto sulla “cultura dell’abitare” ed è proprio la casa al centro della sua attenzione di uomo, architetto e designer. Della casa, come punto nodale della vita degli uomini in una più ampia comunità, egli cura ogni particolare al punto che si può ben dire che la sua attività spazia “dal cucchiaio alla città”.
