Latitante da due anni, estradato in Italia il broker della droga Romeo

L'uomo è accusato di essere al centro di un imponente traffico internazionale di cocaina. Si rifugiava a Barcellona

Lo cercavano da più di due anni, da quando era riuscito a scivolare tra le maglie di “internationale ‘ndrangheta connection”, il maxi blitz delle polizie di mezza Europa che nel 2019 aveva messo fine a un grosso giro di cocaina gestito dalle ‘ndrine di San Luca. Giuseppe Romeo – lo chiamano “u pacciu” o “u maluferru” – è ancora giovane ma è legato a doppio filo, sostengono gli investigatori, alla ‘ndrina degli “staccu”, uno dei casati storici della mafia della montagna.

È lui, dicono le richieste d’arresto emesse dal Tribunale di Reggio, il centro di quello che rimane ancora il primo business del crimine organizzato calabrese: l’inondazione d’Europa con tonnellate e tonnellate di cocaina in arrivo direttamente dai paesi del centro e del sud America.

Quando l’operazione internazionale è scattata – portata avanti dalle polizie di Italia, Belgio, Olanda e Germania – Romeo era riuscito a scappare, coperto dalla fitta rete di cellule e locali con cui la 'ndrangheta ha colonizzato negli anni la quasi totalità del territorio europeo, rimanendo contestualmente al vertice del traffico di droga. Un ruolo che lo portava a rimanere sempre in viaggio per tessere accordi e collaborazioni con le organizzazioni criminali con cui entrava in contatto e a cui hanno messo la parola fine gli uomini della Guardia Civil spagnola che lo hanno arrestato a Barcellona, in Spagna.

Quello di Romeo (inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi del Viminale) è solo l’ultimo arresto eccellente del progetto internazionale di contrasto alle mafie e arriva come conferma della ramificazione della ‘ndrangheta a livello globale.

Condannato da latitante in primo grado a 20 anni di reclusione nel 2020 dal tribunale di Reggio, Romeo era anche riuscito a costruirsi una facciata di normale imprenditore, aprendo un ristorante in Germania – il Caffè la Piazza, a Bruggen – che è stato sequestrato su richiesta della distrettuale antimafia della Stretto.

Romeo è stato riportato in Italia nella mattinata di sabato e immediatamente trasferito in carcere in attesa di essere interrogato dagli inquirenti.