Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Le nostre password non bastano più: perché l’Italia ha scelto lo SPID

password

Ricordi quando creare una password era come scegliere il colore dei vestiti? Potevamo scrivere qualsiasi cosa, anche la più assurda, e sentirci al sicuro. Pippo1980, MicioBaffuto o, per i più avventati, la semplice 123456. Eravamo convinti che quella stringa di caratteri fosse una fortezza invalicabile, ma un hacker esperto era in grado di superarla facilmente. La verità è che le password, da sole, sono diventate presto inutili. Non perché siamo diventati più ingenui, ma perché il mondo digitale è cambiato a una velocità difficile da seguire.

Il nostro cervello non è fatto per le chiavi complesse

Il problema non è la tecnologia, siamo noi. Il cervello umano è meraviglioso nel riconoscere volti, ricordare storie e creare connessioni emotive, ma è terribile nel memorizzare sequenze casuali di lettere, numeri e simboli. Prova a ricordare dieci password diverse, ognuna con almeno dodici caratteri e simboli speciali, senza scriverle da nessuna parte. È impossibile. Quindi, cosa facciamo? Ricorriamo all’istinto di sopravvivenza: usiamo sempre la stessa o la modifichiamo di poco. Password1, Password2, Password2026. I criminali informatici lo sanno perfettamente. Quando un sito viene violato, non si limitano a rubare i dati; provano quelle stesse credenziali su migliaia di altri siti e, in molti casi, riescono a ottenere l’accesso. 

Quando la sicurezza diventa un incubo

Oltre alla nostra pigrizia, la minaccia esterna si è evoluta. Non è più l’hacker solitario, con felpa e cappuccio, in una stanza buia, davanti a uno schermo nero con il cursore verde che lampeggia. Oggi, i programmi di intelligenza artificiale lavorano su macchine con grande potenza di calcolo che provano milioni di combinazioni in pochi secondi. Come ricordano le linee guida dell’ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, una password debole, corta, semplice o composta di dati personali, come la classica data di nascita, è facilmente individuabile, ma, al contempo, è frustrante dover ricordare un codice complicato. Serve qualcosa di diverso: un sistema che non si basi sulla nostra memoria, ma su una verifica reale della nostra identità.

Un modello di controllo che si estende

L’idea di verificare l’identità in modo rigoroso prima di concedere l’accesso ha creato un nuovo standard di controllo. Ogni sito che utilizza la tua identità deve seguire regole precise, garantendo che la sicurezza sia sempre alta, ovunque. Questo approccio così rigoroso di verifica si sta rivelando utile anche in altri settori dove la certezza dell’identità è fondamentale. Ad esempio, per garantire che solo persone sicuramente maggiorenni possano accedere a determinati ambienti, si stanno adottando sempre più sistemi di autenticazione per il gioco digitale, dove la verifica dell’identità avviene in modo sicuro e trasparente, senza che l’utente debba preoccuparsi di ricordare codici complicati.

SPID: la chiave unica che finalmente ci fa sentire al sicuro

 Lo SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, progettato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, deriva da questa necessità di cambiare rotta. È entrato ufficialmente in vigore nel 2016 e dal 2021 è diventato obbligatorio, in alternativa a CIE o CNS, per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Non è un semplice login in più, è una vera e propria identità digitale. Ha la stessa funzione della tua carta d’identità, ma per il mondo online. Invece di dover ricordare una chiave per ogni sito, ne hai una sola, ma è una chiave master, verificata da enti certificati che controllano chi sei prima di consegnartela.

La sicurezza che non ti pesa sulle spalle

Con l’uso dello SPID, la sicurezza non è più un peso per l’utente, ma è integrata nel sistema. Quando accedi, non è sufficiente inserire una password. Serve un secondo passo: un codice che arriva sul telefono, l’OTP, con durata temporanea e monouso, valido cioè per un solo accesso o una sola transazione. Questo significa che anche se qualcuno rubasse la tua password, non potrebbe entrare senza avere fisicamente anche il tuo telefono. Questo livello di protezione rende l’accesso sicuro senza dover diventare esperti di informatica.

Dalla burocrazia infinita alla libertà di fare tutto da casa

Per chi vive in Italia, lo SPID non è solo una questione tecnica, è una liberazione. Pensa a quanto tempo, nella tua vita, hai perso in fila agli sportelli, a compilare moduli che poi venivano rifiutati perché mancava una firma, a correre in comune per ritirare un certificato. Oggi, con lo SPID, tutto questo è un ricordo lontano. Puoi pagare una bolletta, prenotare una visita specialistica o iscrivere i bambini a scuola stando sul divano, con una tazza di caffè in mano.

Recuperare tempo per la vita vera

Il vantaggio più grande è il tempo recuperato. Non più orari di apertura rigidi che cozzano con quelli del lavoro, non più code infinite, non più la paura di dimenticare un documento a casa. I servizi digitali sono sempre disponibili, non è più necessario inviare raccomandate o conservare scatoloni di carta. I dati ISTAT dicono che, a marzo 2026, le identità SPID rilasciate alla popolazione hanno superato i 42,6 milioni di utenze, pari all’84% della popolazione maggiorenne e gli accessi complessivi al sistema, nel 2025, hanno quasi raggiunto 1,3 miliardi, con una media di 2,5 accessi mensili per utente. Abbiamo sconfitto la burocrazia? Non del tutto, ma siamo sulla buona strada.

Includere tutti, nessuno escluso

L’aspetto più importante di questa trasformazione è l’inclusione. Lo SPID permette, a chi vive in paesi lontani dalle città o a chi ha difficoltà a muoversi, di accedere agli stessi servizi di chi vive in centro. Non ci sono più barriere fisiche. Inoltre, la digitalizzazione riduce l’errore umano: i moduli si compilano automaticamente, non ci sono più errori di trascrizione che bloccano le pratiche.

Costruire una cultura digitale: la sfida di domani

Nonostante tutti questi vantaggi, lo SPID non è ancora perfetto e la strada è ancora lunga. La sfida più grande non è tanto tecnologica quanto culturale. In un Paese come l’Italia, dove l’età media è abbastanza elevata e dove, in alcune zone, la connessione Internet è ancora precaria, diffondere lo SPID richiede pazienza e formazione. Non basta fornire lo strumento; è necessario insegnare a usarlo, abbattendo la paura e la diffidenza che spesso accompagnano le nuove tecnologie.

Verso un futuro in cui siamo noi i protagonisti

L’obiettivo è creare un mondo digitale in cui l’identità, come già è stato fatto con ottimi risultati per l’informazione online, sia fluida e sicura. Dobbiamo ovviamente affrontare alcune sfide, ma la direzione è chiara: la sicurezza non è un costo, ma un investimento per il futuro. Lo SPID è il primo, grande passo verso questo futuro, a dimostrazione che la tecnologia, combinata con cuore e intelligenza, può semplificare la vita e renderla più sicura per tutti.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi CityNow alle tue Fonti preferite: quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?