Cinquefrondi, la 'liste delle zoccole' affissa in strada. La denuncia di una ragazza a Fem.In

"Le ragazze della mia età sono costantemente vittime di slut shaming, per non parlare di altre micro e macro molestie e aggressioni"

Mentre la società si riempe la bocca con parole come "parità di genere" e "quote rosa", le donne nel 2021, anche in un Paese sviluppato come l'Italia, sono ancora costrette a scontrarsi con la cattiveria dell'uomo.

È esattamente ciò che è accaduto nelle scorse ore a Cinqufrondi, in provincia di Reggio Calabria, dove è improvvisamente apparsa la "lista delle zoccole". Si, avete capito bene.

La "lista delle zoccole"

Ci sarebbe da rivoltare lo stomaco solo all'appellativo che ignoti senz'anima hanno deciso di dare a questo pezzo di carta affisso in strada, per le vie del piccolo Comune.

A denunciare la drammatica situazione è stata una ragazza, attraverso il gruppo Fem.In di Cosenza, famoso in tutta la Regione per le forti  proteste contro la violenza di genere.

“Buonasera, mi chiamo XXXXXX, ho XX anni e vengo da XXXXXXX, in provincia di Reggio Calabria.

Volevo segnalare un fatto gravissimo che sta accadendo in queste ore a Cinquefrondi, vicino al mio paesino. So che queste notizie spesso non destano molta attenzione, ma purtroppo più piccole sono le realtà in cui viviamo, più le manifestazioni di violenza sono all'ordine del giorno, e sono anche più difficili da sradicare.

A Cinquefrondi sono state affisse delle liste per tutto il paese, riportanti nomi e cognomi di donne, intitolate "la lista delle zoccole". Oltre a essere disgustoso, lo trovo violento, sessista e sicuramente manifestazione di un problema che è culturale e sistemico.

Lo segnalo a voi perché siete l'unica realtà in Calabria che cerca di sensibilizzare su queste tematiche, che scende in piazza per i diritti tutte le donne calabresi".

La violenza di genere

La testimonianza della giovane non si limita a riportare un caso isolato, che sarebbe di per sè già grave, ma narra la consuetudine alla violenza e lo stato d'animo che si instaura in chi è costretto a combatterla.

"Da ragazza che è cresciuta in questi luoghi mi sento completamente distrutta. Le ragazze della mia età sono costantemente vittime di slut shaming, per non parlare di altre micro e macro molestie e aggressioni.

C'è bisogno di più educazione e, soprattutto, c'è bisogno che se ne parli. Perché su quella lista poteva finirci chiunque di noi, ma il problema di base, il sessismo, la cultura dello stupro, la violenza di genere, è sempre lo stesso".

Infine, un'amara riflessione per ciò che riguarda le associazioni del territorio:

"Grazie mille in anticipo - ha scritto la ragazza al gruppo Fem.In - se raccoglierete il mio appello e grazie per tutto il lavoro che fate, mi sarebbe piaciuto avere realtà del genere anche nella mia provincia...”.

La replica di Fem.In

Immediata la risposta da parte di Fem.In che, attraverso i social, ha provveduto immediatamente a diffondere la notizia a macchia d'olio.

"Non possiamo che riportare questa testimonianza, aggiungendo che questo genere di fenomeno è consentito da istituzioni che danno prova tutti i giorni di essere sorde, cieche e mute rispetto alla violenza di genere in tutte le sue forme".

Il gruppo di Cosenza ha, inoltre, tirato in ballo la politica, quella che sta alla base dei problemi dei calabresi, senza fornire quasi mai soluzioni tangibili e concrete.

"Quando per esempio due anni fa si discuteva della doppia preferenza di genere in consiglio regionale, noi lo avevamo detto: queste riforme, senza interventi strutturali e investimenti adeguati, non sono altro che specchietti per le allodole con cui, da destra a sinistra, le fazioni politiche si lavano la coscienza.

Inoltre vorremmo dire a chi nell’amministrazione di Cinquefrondi dichiara che questa sia genericamente "cultura dell'odio" che le cose vanno chiamate e trattate per quello che sono. Quello che è accaduto si chiama VIOLENZA DI GENERE".

L'amministrazione di Cinquefrondi

"Rimaniamo indignati da quanto sta succedendo in questi giorni nei confronti di alcune donne del nostro Paese - si legge in una nota dell'amministrazione comunale di Cinquefrondi. Eprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone e le famiglie coinvolte.

Siamo in costante contatto con le Autorità competenti e, naturalmente, ci costituiremo Parte Civile qualora l'autore o gli autori verranno identificati".