Via mascherine e coprifuoco, Giuffrida (Asp) sposa la linea del ritorno alla normalità

Sul vaccino AstraZeneca l’appello del direttore del Dipartimento prevenzione: ‘Sicuro ed efficace come gli altri. Non rinunciate’

L’infettivologo Matteo Basetti recentemente ha dichiarato che per quanto riguarda l’utilizzo delle mascherine, sarebbe possibile levarle già da subito, almeno all'aperto e in riferimento ai vaccinati. Una questione che, come tutto del resto di questi tempi, ha suscitato un polverone tra favorevoli e contrari. Il dottore Alessandro Giuffrida, ospite della consueta diretta del lunedì di Live Break, non si discosta dalla posizione di Bassetti:

“Intanto la trasmissione del virus all'esterno è naturalmente più improbabile. Per cui i soggetti vaccinati ove dovessero essere all’esterno e adeguatamente distanziati, tranne che non facciano parte di nuclei familiari che si frequentano stabilmente, alla fine hanno scarsa possibilità naturalmente sia di acquisire che di trasmettere l'eventuale infezione. Per cui non utilizzare le mascherine tra soggetti vaccinati all'esterno che comunque rispettano le norme di sicurezza, tutto sommato credo sia una cosa possibile da praticare”.

Lo spauracchio AstraZeneca

Attualmente in Italia, e quindi anche a Reggio, disponiamo di due tipologie principali di vaccini: Pfizer e Moderna che sono due vaccini a RNA messaggero che vengono somministrate in due dosi a distanza, dopo le ultime disposizioni, di 42 giorni dalla prima. Poi abbiamo due vaccini a vettore virale che sono l’AstraZeneca, anche questo somministrato a distanza massimo di 12 settimane, e un vaccino che si chiama Johnson&Johnson per il quale si somministra una singola dose.

Fino a qualche settimana fa, quando vennero a galla i primi casi di reazione avversa all’inoculazione del vaccino AstraZeneca, in molti temevano che proprio a loro toccasse farsi vaccinare con le dosi della casa farmaceutica incriminata. Rinunce e rinvii sono stati all’ordine del giorno anche in Calabria, facendo trasparire in questo senso anche una Italia a due velocità, con il Nord più fiducioso rispetto al Sud:

“La fiducia in AstraZeneca è aumentata ma non in maniera adeguata e purtroppo c'è questa enorme differenza: al Nord le persone si vaccinano tranquillamente e regolarmente con AstraZeneca, da noi no e questo ci sta determinando anche un ritardo nella copertura vaccinale del nostro territorio. Naturalmente ci sono delle dosi anche in Calabria, ci sono delle dosi AstraZeneca inutilizzate che avrebbero potuto consentire di aumentare la capacità vaccinale. E' un punto critico questo che dovrebbe essere superato. Come si è sempre detto i vaccini sono tutti efficaci e sono tutti egualmente sicuri. Ci vorrebbe una comunicazione adeguata. Dobbiamo essere tranquilli e dire che il vaccino può essere effettuato senza alcun rischio e quindi diciamo anziché aspettare magari tempi lunghi per essere vaccinati di venire a fare la vaccinazione con AstraZeneca”.

La questione coprifuoco

Anche la questione coprifuoco sta occupando le cronache di tutti i giornali. Da quel che si apprende quasi sicuramente sarà posticipato l'orario prima alle 23 e poi a mezzanotte. I più ottimisti immaginano che sicuramente a luglio verrà eliminato del tutto. Il direttore del Dipartimento Salute e prevenzione dell’Asp ha una idea precisa sulla questione:

“Naturalmente dipende dall'andamento epidemiologico. Se la situazione dovesse continuare ad essere quella in cui ci troviamo, quindi mostrando una continua diminuzione dei casi, direi che modificare il coprifuoco fino a 23 e poi fino alle 24 non dovrebbe comportare rischi particolari. Tutto questo va fatto naturalmente osservando l'andamento dei casi, però penso che bisogna contemperare anche le esigenze di natura turistica, di natura ricreativa, in una situazione di relativa tranquillità qual è quella su cui ci stiamo avviando. Quindi qualora ci fossero naturalmente dei peggioramenti facciamo in tempo a tornare indietro”.