Killer della 'Ndrangheta evade dai domiciliari nel milanese

Sestito si trovava agli arresti domiciliari dal 12 gennaio. Nel suo curriculum giudiziario ci sono arresti per associazione mafiosa e traffico di droga

Condannato in appello a 30 anni per l’assassinio di un carabiniere, l’appuntato Renato Lio, 35 anni. Massimiliano Sestito si trovava agli arresti domiciliari dal 12 gennaio.

L’omicidio è avvenuto il 20 agosto 1991 durante un posto di blocco a Soverato, in provincia di Catanzaro. Ma, sulle spalle di Sestito, grava anche un’altra condanna, per l’omicidio di Vincenzo Femia, ritenuto il referente sul territorio di Roma della cosca calabrese Nirta di San Luca, assassinato a Roma il 24 gennaio 2013.

Sestito era stato scarcerato e messo ai domiciliari su decisione della corte di Appello d’Assise di Roma. Il cavo del braccialetto elettronico è stato ritrovato tagliato in due lo scorso 30 gennaio.

Sestito si trovava agli arresti domiciliari dal 12 gennaio. Nel suo curriculum giudiziario ci sono arresti per associazione mafiosa e traffico di droga. Per l’omicidio Femia sono stati nove i gradi di giudizio. Il dispositivo per gli arresti domiciliari lo attendeva da giugno, quando la Corte aveva deciso che non doveva stare ancora in carcere. Al suo avvocato Salvatore Staiano Sestito aveva detto che non aveva soldi per pagarlo. Ma che sarebbe andato a lavorare per ripagarlo in caso di assoluzione. Ha trascorso più di venti anni in carcere. E ha fama di essere ottimo sicario. Secondo gli investigatori in questo momento non ha capitali per sostenere una lunga latitanza. Ma una rete criminale di alto livello potrebbe comunque riuscire a nasconderlo. Le indagini sono in mano alla Catturandi di Milano.