Questione migranti a Reggio, Fiamma Tricolore: ‘Dove è stato il sindaco Falcomatà?’
Gli esponenti del movimento Fiamma Tricolore invitano il sindaco "a non fare il 'fissa'"
17 Luglio 2020 - 17:37 | Redazione

La situazione migranti a Reggio, ha creato non poco clamore in tutta la provincia. Per questo motivo, nel pomeriggio di ieri, il movimento sociale Fiamma Tricolore ha organizzato una conferenza stampa per esporre le proprie idee sulla questione e rimarcare la necessità della presenza delle istituzioni.
Ai microfoni di CityNow, Giuseppe Minnella, portavoce provinciale ha affermato:
“Abbiamo organizzato un appuntamento, insieme ad altre associazioni e movimenti di opposizione rispetto all’attuale amministrazione del Comune di Reggio Calabria, per denunciare quello che si stava per fare in città: l’istituzione dei centri Covid 19 per i pazienti migranti.
Per la nostra città erano state individuate tre diverse strutture, di cui due in pieno centro. Dobbiamo ringraziare il prefetto che, tramite la stampa, ci fa sapere che le scelte sono state scartate”.
Il portavoce prosegue:
“Questa risposta ci tranquillizza ma, allo stesso tempo, la riteniamo evanescente perché il problema si sposta in campagna e in provincia. Il punto focale del discorso non sono i migranti. Loro di certo non accendono la nostra linea politica. Si tratta di mera emergenza sanitaria.
Nei giorni scorsi – racconta Minnella – un video è diventato virale. Si trattava di un signore che ha portato il padre all’ospedale perchè non c’erano ambulanze disponibili. Questo è solo uno dei tanti motivi per cui la spesa sanitaria andrebbe fatta non su cose inutili, ma per acquistare ambulanze e ristrutturare ospedaliere.
La nostra provincia, la nostra regione, non possono vanificare così gli sforzi fatti dai cittadini durante il periodo più difficile del Covid in Italia”.
Minnella rimarca, inoltre, l’assenza del sindaco Giuseppe Falcomatà all’interno del dibattito migranti:
“Purtroppo, ancora una volta, siamo costretti ad assistere alla non pervenuta presenza del nostro sindaco in questa vicenda. Ovviamente, il nostro primo cittadino non poteva non essere messo a conoscenza di quanto stava accadendo in città. La prefettura ha inviato i documenti all’ASP che, a sua volta, li ha girati ai Comuni, quindi ogni sindaco è stato informato”.
L’esponente di Fiamma Tricolore prosegue:
“Alla fine si è deciso di non istituire questi centri di accoglienza migranti covid dove, invece, erano stati previsti. Siamo un paese che, per 3 mesi, ha chiuso i suoi cittadini. Un paese che ha abbandonato studenti e calabresi fuori dalle loro case. Adesso, non possiamo stare silenti di fronte ad un’emergenza sanitaria simile.
Ringrazio il prefetto e spero che anche le altri istituzioni facciano chiarezza”.
Minnella conclude con un ultimo affondo al primo cittadino:
“Durante la quarantena abbiamo avuto il sindaco del “non fari u fissa e passa pa casa” mi sembra che in questo caso il “fissa” l’abbia fatto lui e non vogliamo che si ripeta più”.
All’incontro era presente anche il Segretario regionale di Fiamma Tricolore, Francesco De Leo che, ai microfoni di CityNow, ha spiegato:
“Non vogliamo essere superficiali sul discorso migranti. Ovviamente vorremmo che venisse garantita loro una degna collocazione per affrontare la quarantena da Covid. Non vorremmo assolutamente che si creasse un problema più grande come, ad esempio, ospostarli in provincia dove raggiungere gli ospedali, praticamente inesistenti, è molto complicato.
Dovrebbero essere istituiti dei punti di accoglienza distanti dalle città e dovrebbero essere presidiati bene. Durante il periodo della quarantena abbiamo visto elicotteri, motovedette, auto delle forze dell’ordine per presidiare i cittadini, oggi vorremmo vedere lo stesso schieramento a controllo della quarantena degli immigrati che sono arrivati con il Covid”.
