Miriam Karlkvist. Nel cielo di Berlino brilla una stella reggina. Il racconto e l’esperienza della protagonista del film Il Sud è Niente.
12 Febbraio 2014 - 17:12 | di Redazione

di Vincenzo Comi – ‘Il cielo è azzurro sopra Berlino…Siamo campioni del mondo!’E’ l’esultanza del noto telecronista Marco Civoli, in occasione della finale del campionato mondiale di calcio 2006. Emozioni rare, uniche, irripetibili.Sotto quello stesso cielo splende oggi una giovane stella, che ha provato straordinarie emozioni, simili, per gioia ed intensità, a quelle dei calciatori campioni del mondo nel 2006.Miriam Karlkvist ha rappresentato l’Italia tra i giovani attori emergenti a livello europeo.Insieme ad altri otto giovani promesse del panorama cinematografico europeo, la ventunenne attrice del futuro esordiente nel film ‘Il Sud è niente’ di Fabio Mollo, è stata prescelta quest’anno dalla Berlinale all’evento ‘Shooting Stars’,Citynow.it ha incontrato la ‘stella’ reggina splendente nel cielo di Berlino, Miriam Karkvist.Ecco il racconto e l’esperienza della giovane attrice.Apprezzato soprattutto oltre i confini nazionali. Toronto, Berlino, Roma. ‘Il Sud è Niente’ ha coinvolto l’intera Europa fino alla conquista della critica italiana. Qual è il segreto del successo internazionale de ‘Il Sud è Niente?Credo che il suo segreto stia nella necessità di voler raccontare a tutti il malessere che il silenzio causa. Un po’ tutti nella vita soffriamo per dei silenzi e per la paura di affrontarli.Una grande soddisfazione non solo per la protagonista ed il regista ‘made in Reggio Calabria’, ma per l’intera Calabria.Abbiamo avvertito tutti la vicinanza della città. Reggio ha partecipato al progetto nella collaborazione e nella pazienza durante il set. L’interesse della città all’uscita del film, è stata la sorpresa più bella.Girato in sole 4 settimane in condizioni ‘estreme’. Per una giovane attrice alla prima esperienza non deve essere stato certo facile. Quali sono state le difficoltà più grandi e come ti sei preparata?Ho fatto 3 settimane di preparazione con Fabio che mi avvertita sempre di quanto sarebbe stato difficile questo set per tutti ma anche di quanta voglia di fare c’era. Per me è stato davvero importante tastare con mano l’amore per questo progetto da parte di tutti perché non ho pensato mai “non ce la posso fare” ma “lo faccio!”La scena più difficile?Emotivamente la scena finale col padre. Era la prima volta che dovevo dosare così tante emozioni ma grazie a quella scena mi sono resa conto di quanto è bello vivere la vita di un’altra persona e rispettarla. Fisicamente un bel po’ di scene visto che il secondo giorno di set mi sono chiusa l’indice sotto la serranda di metallo e l’hanno dovuto steccare ma “The show must go on”Quale è stato il tuo rapporto con Giorgio Musumeci e con gli altri attori…Vinicio Marchioni, Andrea Bellissario, Costanzo Alessandra, Valentina Lodovini…E’ strano che tu abbia detto per primo Giorgio perché è stato lui a regalarmi le emozioni più forti sin dal provino. Sarà carattere ma ho adorato i nostri silenzi. Mi sono trovata bene con tutti ma non avendo mai studiato avevamo deciso con Fabio di creare una specie di “rapporti-guida” sin dai colloqui. Per esempio io e Vinicio non dovevamo parlarci, Andrea doveva starmi sempre addosso… per fortuna Grazia comunicava molto con sua nonna! Alessandra è fantastica e simpaticissima!Con chi hai legato di più e perchè?Ecco nonostante i “rapporti-guida” per fortuna dopo pochi giorni di set iniziavo a testarmi e quindi a conoscere veramente tutti… e ho iniziato a capire il concetto di set-famiglia.‘Il Sud è niente e niente succede’. Questa una delle frasi pronunciate dalla nonna di Grazia, la giovane protagonista del film ‘Il Sud è niente’. In realtà al sud c’è tutto e tutto può accadere. Basta un po’ di coraggio, di volontà, basta la capacità di rompere quel silenzio che lacera quotidianamente la gente del sud. Ed ecco che tutto accade…Infatti Grazia sa benissimo che il niente attorno a lei lo hanno creato gli altri, aspetta solo il momento giusto per farlo capire a suo padre senza creare un’ulteriore ferita fino a quando non capisce che un momento giusto non esiste e lo urla… questo è quello che ho sempre pensato di lei.Che tipo di arma è il silenzio?Per me è come un lucchetto che nessuno può aprire. Ti senti in prigione senza poterti scagionare e prima o poi finisci per sentirti tu stesso colpevole… non so se rendo l’idea…Nel film scorrono le immagini dello Stretto di Messina, del cemento di Reggio, delle tante aree abbandonate a se stesse dove il mare è il protagonista…si alternano paesaggi meravigliosi ad immagini in cui regna il degrado. Cosa ti piace di Reggio e cosa invece non apprezzi?Ciò che amo di più della mia terra è la sua potenza naturale che caratterizza anche la forza della gente del sud e di conseguenza provo tanta rabbia nel percepire l’auto-disfattismo nelle idee e nelle iniziative, credo in un mondo ideale tutti dovrebbero poter realizzare le proprie idee e perseguire i loro sogni‘Il Sud è niente’ è un film che taglia il respiro. Quasi fosse una cappa che pian piano soffoca e blocca il fiato ma che allo stesso tempo da la forza ed il coraggio di rompere i continui e troppi silenzi del meridione. Quale consiglio daresti ad un tuo coetaneo del sud che vuole rompere il proprio ‘silenzio’ e che ha voglia di ribellarsi?L’unico consiglio è di non aspettare il momento giusto dagli altri ma partire sempre da sé stessi, alimentare ciò in cui si crede e prendersene cura. Sono convinta che questo possa cambiare il proprio mondo e chi ne fa parte anche se non ce ne rendiamo conto.Per Fabio Mollo alla domanda cos’è per te il sud ha risposto ’un linguaggio – un modo di essere e di vivere.’ Per Miriam invece cos’è il sud?Una possibilità che a me ha dato ripetutamente, ultima di tante il film.Com’è stato lavorare sul set con Fabio Mollo? L’esperienza più bella della mia vita! Ora lo posso finalmente dire, grazie Fabio Mollo. E’ stata la prima volta che mi sono sentita compresa fino in fondo, è stato molto protettivo e attento ad ogni mia esigenza sul set soprattutto perché io non mi rendevo conto di avere delle esigenze, c’era un profondo rapporto di fiducia e ha continuato a seguirmi e continua a credere in me.Il suo consiglio più importante?Dopo il libretto delle avvertenze mi ha semplicemente detto: vivitela e goditi tutto! Sembra assurdo ma non ci avevo pensato, d’altronde se le cose non le dici…Dicono di lui sia una persona buona, educata e dall’animo gentile. Nessuno del cast ha mai detto una cosa negativa nei suoi confronti. Potresti essere tu la prima…dimmi almeno un difetto di Fabio Mollo…Se dico che è troppo buono vale come difetto…?!Per una ragazza nata e cresciuta al sud, più precisamente al Gebbione (quartiere della zona sud di Reggio Calabria) non è stato difficile ‘entrare nella parte’. La realtà descritta nel film è reale, forse fin troppo vera. Si avverte, soprattutto per i giovani, un senso di sofferenza e continuo disagio. Come ha vissuto Miriam la realtà del sud ?All’opposto di Grazia, sono troppo ottimista e mi so difendere bene dalle cose negative e poi per me il Gebbione è stata sì difficoltà ma la mia palestra di vita con tutti i miei affetti e i loro difetti.Cosa ti ha spinto a prendere parte al progetto ‘Il Sud è Niente’? Sappiamo che in realtà non volevi fare l’attrice…Mi sono innamorata del progetto quando ho iniziato a capire il mondo di Grazia. Volevo raccontare la rabbia e la voglia di cambiare, è un messaggio importantissimo per me.Quello di attore era uno dei lavori che sognavi fare da piccola, o no?No per niente, non mi era mai passato per la mente. A 4 anni volevo fare la veterinaria!Da qualche mese ti sei trasferita a Roma. Quali sono i tuoi progetti?Sto studiando recitazione in una scuola di cinema, la Gian Maria Volontè. Per il resto si vedrà…Nel film riesci ad incarnare due tipologie di carattere, da una parte quello fragile ed insicuro che porta alla rassegnazione in una realtà che sembra non offrire nulla. Dall’altra ‘Miriam’ è una ragazza dall’indole forte, determinata e coraggiosa. Quali di questi sentimenti ritrovi in te stessa?Sicuramente di Grazia ho la sua stessa rabbia ma non è un sentimento che mi piace mostrare perché porta tanta fragilità, per il resto è stato un lavoro di “rievocazione” di sentimenti che non mi caratterizzano.Quando hai capito di essere portata per questo lavoro. Quando hai detto ’ma allora io sono davvero brava?’Non me lo sono mai detta e sicuramente cercherò altre conferme, ma ho capito di poterlo fare a Toronto dove ho visto per la prima volta il film, l’emozione era altissima e a fine proiezione c’erano delle persone dal pubblico che piangevano… non ti dico come stavo io!”Shooting stars”, l’evento che seleziona e presenta a una platea di esperti internazionali del settore cinematografico 10 giovani attori da tutto il Continente. Qual è stata la tua prima parola dopo esserne venuta a conoscenza…Nessuna parola è stato un urlo seguito da veri salti di gioia, ho corso per tutta la casa e mi sono presa un paio di giorni per realizzarlo.Come racconteresti in tre parole e ad una tua coetanea l’esperienza de ‘Il Sud è niente’…Speranza, scoperta, emozione.
