Villa San Giovanni e il parcheggio mai nato: i residenti fanno appello al Commissario

I residenti del quartiere Immacolata hanno dato vita ad una raccolta firme per chiedere l’assunzione di provvedimenti in merito alla mancata realizzazione dell'opera

In data 20 maggio scorso, il residenti del “quartiere Immacolata”, insieme ad cittadini che hanno supportato e sostenuto questa battaglia, hanno inviato tramite posta elettronica certificata una raccolta di firme, diretta al Commissario Prefettizio del Comune di Villa San Giovanni, chiedendo l’assunzione di provvedimenti conseguenti in ordine al mancato realizzo dell’Area di Sosta di via Mazzini.

La vicenda, com’è ormai noto, nasce dal disagio, che dura ormai da oltre 50 anni, di liberare l’area del quartiere Immacolata, a causa dei veicoli parcheggiati dai pendolari, che raggiungono i vicini imbarcaderi e ha e sta determinando situazioni di conflitto sempre più gravi con i residenti.

L’individuazione dell’area da destinare a parcheggio multimodale, risale al 2003 e avrebbe risolto anche il problema dell’allocazione del mercato settimanale, attualmente relegato a Cannitello.

Nonostante il Consiglio Comunale nel 2007 abbia dichiarato l’opera di Pubblica Utilità e in quella sede deliberata l’approvazione del progetto definitivo, sino ad oggi non vi è stata alcuna manifestazione di reale interesse da parte di chi ha amministrato in questi anni.

Proprio nel mentre l’Amministrazione in carica, nel 2020, ha manifestato l’intenzione di avviare – per palesi problemi di bilancio che oggi si sono manifestati ampiamente – un sistema di sosta a pagamento lungo le arterie cittadine, il pressing di alcuni costrinse l’amministrazione a riportare alla luce il progetto e venne data un’accelerazione alla definizione della questione.

A settembre 2021, in seguito ad un pubblico incontro tenuto presso la Piazzetta Sant’Arte del rione Immacolata, alla presenza della Sindaca FF e del tecnico comunale, Arch. Bruno Doldo, venne data notizia che il cantiere sarebbe stato consegnato nell’arco di 10 giorni e l’opera consegnata alla città entro 180 giorni.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti! Con l’aggravante che i residenti in primis, i pendolari e la stessa città, hanno dovuto subire pure l’umiliazione del dileggio da parte di chi, dovrebbe avere ben chiaro che la soddisfazione degli interessi comuni è il fine unico del proprio mandato.

La risposta del quartiere e della città non si è fatta attendere e dopo le risposte formali fornite dagli organi preposti e di fronte ad un fatto così grave, in pochissimi giorni è stato dato avvio ad una raccolta firme, con la finalità di chiedere conto e ragione di comportamenti certamente deprecabili.

Con lo spirito, la voglia e la passione di creare Comunità ricercando tutte le strade che possano portare alla solidarietà ed alla integrazione, avevamo trovato una soluzione che evitasse i conflitti tra utenti e residenti, in modo tale da non far pagare a nessuno i costi dell’immobilismo amministrativo. Adesso è ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.

Comunità Quartiere Immacolata