Carcere di Arghillà, la denuncia: ‘Gravissima emergenza sicurezza e carenza di personale’
"Negli ultimi mesi il penitenziario ha visto un aumento degli episodi violenti, tra cui ripetute aggressioni che hanno coinvolto il personale di Polizia Penitenziaria, dimostrando l’urgenza di un intervento risolutivo"
11 Febbraio 2026 - 11:07 | Comunicato Stampa

“La situazione al Penitenziario di Reggio Calabria, Plesso Arghillà, è ormai insostenibile e necessita di un intervento urgente da parte delle autorità competenti. La gravità della condizione strutturale e operativa del plesso sta creando un pericolo concreto non solo per il personale in servizio, ma anche per la sicurezza pubblica.
L’assenza di misure adeguate e il silenzio delle autorità competenti hanno alimentato un crescente allarme istituzionale”. E’ quanto evidenzia il Sarap, in una lettera indirizzata Al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della regionale Calabria, Dott.ssa Lucia Castellano e al Direttore II. PP. Penitenziari Dr. Rosario Tortorella.
“Negli ultimi mesi -si legge- il penitenziario ha visto un aumento degli episodi violenti, tra cui ripetute aggressioni che hanno coinvolto il personale di Polizia Penitenziaria, dimostrando l’urgenza di un intervento risolutivo.
Questi eventi, segnalati più volte nel tempo senza risposta, rappresentano una conseguenza diretta di un sistema organizzativo ormai compromesso da sovraffollamento e carenza di personale.
Ad esempio, si segnala che una sola unità di polizia venga frequentemente impiegata per la sorveglianza di oltre cento detenuti, un’anomalia che mette a rischio la sicurezza e la gestione quotidiana”.
Prosegue Sarap.
“Il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a far fronte a carichi di lavoro estremamente pesanti, con turnazioni che si protraggono oltre i limiti previsti. Questo scenario viola i principi fondamentali di salute e sicurezza sul lavoro, poiché i lavoratori sono costretti a operare in condizioni di estrema difficoltà, con una vigilanza insufficiente.
Le condizioni strutturali del penitenziario sono altrettanto critiche, con evidenti carenze logistiche e igienico-sanitarie che compromettono la funzionalità dell’intero sistema penitenziario”.
“Le aggressioni recenti, che hanno coinvolto numerosi agenti, non sono eventi occasionali ma la diretta conseguenza di un sistema di gestione inefficace. Il personale vive quotidianamente in una condizione di alto rischio, senza strumenti adeguati per prevenire incidenti e con un livello di esposizione al pericolo ormai insostenibile.
Inoltre, il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza del lavoro, come il D.lgs. 81/2008, mette in evidenza una violazione sistematica degli obblighi di tutela del personale”.
“Di fronte a questa emergenza, l’Organizzazione Sindacale ha formalmente chiesto interventi urgenti per migliorare le condizioni di sicurezza, richiedendo l’invio di personale di rinforzo tramite mobilità straordinaria, l’adeguamento delle piante organiche e l’attivazione di misure straordinarie per la sicurezza.
È stata inoltre sollecitata l’audizione urgente presso il Prefetto di Reggio Calabria per affrontare la situazione, che ormai non riguarda solo l’Amministrazione penitenziaria, ma ha assunto anche rilevanza pubblica”.
Prosegue la lettera.
“La scrivente Organizzazione Sindacale ha sottolineato come le condizioni attuali siano ormai intollerabili, soprattutto considerando la mancanza di riscontri da parte delle autorità competenti riguardo alle problematiche sollevate in passato. La situazione, se non affrontata immediatamente, potrebbe portare a conseguenze gravi, con il rischio di una ulteriore degenerazione dell’emergenza penitenziaria.
La responsabilità di quanto sta accadendo non può ricadere solo sugli operatori penitenziari, costretti a lavorare in condizioni di grave rischio personale. Per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti dei lavoratori, è necessario un intervento urgente e concreto da parte delle istituzioni competenti, con la modifica della gestione operativa e il ripristino della sicurezza nei luoghi di lavoro.
In caso di ulteriori ritardi, l’Organizzazione Sindacale si riserva di intraprendere tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti e la sicurezza del personale.
La situazione al Penitenziario di Arghillà continua a essere una delle emergenze più gravi in ambito penitenziario, con effetti diretti sulla sicurezza della collettività e sul benessere dei lavoratori. Urge che l’Amministrazione risponda prontamente per evitare il protrarsi di una crisi che, ormai, è diventata una vera e propria questione di ordine pubblico”, conclude il vice segretario generale Sarap, Letterio Italiano.
