Ponte sullo Stretto, anche Salvini cambia idea: ‘Per me s’ha da fare’

Il leader della Lega ammette che le condizioni sono cambiate: ‘Il virus ci lascia il dovere di cambiare tutto rispetto al passato’

Ponte si, Ponte no. L’eterno dibattito sulla mastodontica infrastruttura che ha riempito le cronache politiche, e non solo, degli ultimi 20 anni, non poteva non essere oggetto di discussione in questa visita calabrese di Matteo Salvini che non si sottrae alle domande dei cronisti, ammettendo di aver cambiato idea sulla questione.

“Certo, non faccio l'urbanista, non faccio l'ingegnere, l'importante è che sia un progetto serio. Per me è una priorità di rilancio. Anzi, potrebbe essere anche, al di là del delle merci della ferrovia e dei camion, turisticamente parlando l’idea dell'Italia che corre. Quindi per me s’ha da fare”.

Salvini considera quindi l’eventuale costruzione del Ponte anche come “reazione” al periodo buio dell’emergenza sanitaria che ha fermato una Italia che ha un bisogno impellente di ripartire:

“Il virus, fra tanti danni fra tanti morti e fra tanta crisi economica ci lascia il dovere di cambiare tutto rispetto al passato. Negli anni passati c'è stato un dibattito, ma anch'io personalmente in passato avevo più di una perplessità su questo, oggi penso che sia fondamentale investire in infrastrutture”.

Per Salvini, insomma, è cambiato il contesto storico ed economico, ma anche il senso di un progetto faraonico:

“Il Ponte unisce non solo Messina e Reggio, ma unisce l'Italia all'Europa, perché un ponte che parte da Trapani e finisce a Stoccarda, l'alta velocità Napoli-Bari, la dorsale Adriatica, la TAV..., mai come adesso c'è bisogno di cantieri che significa lavori, significa velocità. Quindi se tu mi chiedi se una maggioranza PD-5 Stelle che ovviamente discute anche sul tombino sul lungomare di Reggio farà il ponte, dico di no. Mi sembra evidente che i 5 stelle piuttosto di fare il Ponte o la Tav o l’alta velocità si mettano in costume da bagno. Conto che ci sia un'altra maggioranza scelta dagli italiani che ha nelle opere pubbliche una sua priorità. Per quello che mi riguarda, io ho parlato anche stamattina con i proprietari delle Caronti, che dovrebbero essere quelli più danneggiati perché il Ponte dovrebbe essere posto lì, e mi hanno detto, no anzi, più gente viaggia più gente arriva più gente si sposta su Sicilia e Calabria e meglio è”.

A chi gli fa notare che la costruzione del Ponte potrebbe mettere ancora più in crisi la pesca tanto sulla sponda sicula che calabrese risponde:

"Ambiente e lavoro possono assolutamente convivere. Il problema dei pescatori sono le normative europee che sono folli. Per quanto mi riguarda dovrebbero cancellare le quote perché il pesce c'è. Se lo facciamo pescare solo ai nordafricani, ai maltesi, ai turchi o a quelli della costiera adriatica..."