Prende forma ed inizia a radicarsi sul territorio l’ ente di promozione sportiva A.S.C.


di Nicolino D’Ascoli. Inizia a prendere forma ed a radicarsi sul territorio l’ A.S.C. (Attività Sportive Confederata), l’ ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, dal Ministero dell’ Interno, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal servizio nazionale civile e da Confocommercio.Nella composizione della struttura territoriale è stato eletto per la provincia di Reggio Calabria Antonio Eraclini, che comunica l’effettiva apertura della sede operativa del Comitato provinciale Asc di Reggio Calabria, già da questo mese in corso, presso i locali della Confcommercio ubicati in via Castello, n.4 (RC). L’A.S.C. effettuerà i seguenti orari : Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle ore 14.30 alle 16.30.Comunica inoltre i propri servizi destinati alla cittadinanza : Prima costituzione società sportiva, apertura circoli, presentazione domande per bandi ad enti comunali, provinciali e regionali, affiliazione per ano sportivo o solare, consulenza fiscale, ricerca ed informazione su finanziamenti, marketing e servizi pubblicitari, organizzazione eventi e spettacoli sportivi.Il presidente provinciale infine si pronuncia sulla situazione attuale delle strutture sportive, vista la chiusura del campo CONI : “Non è possibile che a Reggio Calabria venga tolto lo sport” sono le prime parole di Eraclini,  “dopo la chiusura del campo CONI, la pazienza è finita per una città dalla grande tradizione sportiva ma che, in questo momento, vede chiuse o inutilizzabili le principali strutture dove svolgere le attività sportive. Oltre lo stadio di atletica, in questo momento sono fuori uso due piscine (la comunale ed il parco caserta, n.d.r.), un palazzetto da nove mila posti adoperato per il basket (il Palacalafiore) con la principale realtà cestistica costretta ad emigrare, impianti abbandonati come il Viale Calabria . A tutto questo vanno aggiunti i costi esorbitanti che devono sostenere le varie società per poter usufruire dei pochi impianti disponibili. Così lo sport morirà perché non è possibile coinvolgere i giovani nelle discipline senza un supporto impiantistico. Ogni addetto ai lavori dovrebbe muoversi per manifestare il malcontento e trovare delle soluzioni anche se c’è bisogno di un dialogo con chi, oggi, decide i destini di Reggio Calabria non solo dal punto di vista sportivo”.

logo community