Presentato il libro ‘Non è un Paese per donne’. Tra le autrici anche la giornalista reggina Manuela Iatì.
02 Aprile 2014 - 11:53 | di Redazione

di Vincenzo Comi – Chi sono le donne italiane di oggi? Ad ascoltare la TV e a leggere i giornali, domina l’immagine della ‘donna-corpo’. Escort, modelle prestate alla politica, donne belle a ogni costo che usano la propria avvenenza come merce di scambio. Ma a guardarsi attorno, nella realtà quotidiana, queste donne sono la minoranza. Esiste, e va per la maggiore, un altro modello di donna, la ‘donna normale’.Sono proprio le donne di tutti i giorni le protagoniste dei racconti che danno forma al libro ‘Non è un paese per donne’ edito ‘Mondadori’ presentato nel pomeriggio di martedì presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze storiche, giuridiche ed economiche di Reggio Calabria. L’incontro è stato curato dalla Fondazione “Italo Falcomatà “ e dall’ Associazione ‘AUSER Soccorso” di Reggio Calabria.Un’antologia curata da Carmen Pellegrino e Cristina Zagaria con la prefazione di Miriam Mafai, che intende raccontare le italiane di oggi, attraverso la voce di quattordici scrittrici, tra cui la calabrese Manuela Iatì, giornalista di Sky 24. Donne normali e straordinarie che riescono a dimostrare nei momenti più difficili della loro vita coraggio, determinazione e volontà di andare avanti.‘Il libro nasce due anni fa e su iniziativa delle due associazioni reggini viene finalmente presentato anche a Reggio Calabria – spiega la giornalista Manuela Iatì – E’ stata un’esperienza formativa ed entusiasmante. Quattordici donne si sono messe insieme grazie alle due curatrici dando vita a nove storie reali e cinque storie inventate. Lo scopo del lavoro è quello di affrontare il problema della condizione della donna in una forma originale attraverso più racconti. Il 60% dei laureati sono donne eppure la disoccupazione femminile è ferma al di sotto del 40% e le donne che lavorano sono poche rispetto a quelle che avrebbero la potenzialità di farlo. Il mio racconto – conclude Manuela Iatì – narra la storia vera di Antonella Politano chiamata ‘Cinciallegra’, soprannome che le era stato attribuito mentre assisteva in ospedale la madre ammalata di cancro e che ha visto morire nel giro di pochi anni sei familiari tutti con la stessa forma di tumore. Grazie alla sua battaglia si è poi scoperto che la centrale di Paola accanto alla quale la famiglia viveva, produceva emissioni inquinanti di vario tipo. Emissioni che potrebbero essere state la causa della morte dei familiari.’Presente all’incontro anche Rosetta Neto Falcomatà, moderatrice dell’incontro.‘Non è un paese per donne è un libro che lascia un messaggio importante – spiega Rosetta Neto Falcomatà – La donna, come rappresentata nella copertina del libro, è un funambolo perché la sua vita cammina su un filo e si deve barcamenare tra la famiglia ed il lavoro, tra la vita privata e la vita pubblica, e spesso tra soprusi, le violenze e le minacce. Il messaggio del libro è quello di non demordere mai. Le donne devono essere risolute e irremovibili.’Un momento di riflessione e di approfondimento sulla condizione della donna e sul suo contributo nella società d’oggi, voluto dalla Fondazione Falcomatà e dall’Auser Soccorso, realtà cittadine sempre attente a promuovere e sostenere la cultura e la solidarietà.Quattordici giornaliste diverse per età, formazione, provenienza geografica, ma unite da un unico obiettivo: offrire un’istantanea dai toni molteplici della condizione femminile nell’ Italia del duemila. Storie straordinariamente autentiche nelle quali ogni donna non potrà non riconoscersi.
