Prosegue al Villaggio dei Giovani il campo di formazione con gli universitari di Pavia

"Dov'è odio che io porti l'amore" è un Campo di formazione sulla gestione dei beni confiscati insieme agli gli universitari di Pavia, in corso presso il Villaggio dei Giovani

Secondo giorno di formazione presso il Villaggio dei Giovani per un gruppo di universitari pavesi, giunti in riva allo Stretto per vivere un’esperienza residenziale presso un bene confiscato, a coronamento del progetto “Dov’è odio che io porti l’amore”, nato grazie alla collaborazione di tre collegi universitari di Pavia (S. Caterina, Cairoli e Cardano) con l’associazione Attendiamoci ONLUS, che da anni, sul territorio nazionale, tra le diverse attività, gestisce anche una rete di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Il progetto, che nei mesi scorsi ha visto la partecipazione degli universitari di Pavia ad incontri di preparazione organizzati presso i Collegi da alcuni volontari di Attendiamoci, ha l’obiettivo di far vivere, da veri protagonisti, in maniera operativa, la complessità della gestione di un bene confiscato, arricchendo questa esperienza di testimonianze circa le buone pratiche da mettere al servizio della collettività in tale attività.

Il campo di formazione, nei giorni di permanenza degli universitari in città, prevede lo svolgimento di un percorso di studio e progettazione creativa sui beni confiscati, a partire dall’esperienza maturata da Attendiamoci negli anni.

Dopo la presentazione della realtà ospitante e l’incontro con tre dei soci fondatori di Attendiamoci (il prof. Alfredo Pudano, l’Avv. Giuseppe Falcone e il Presidente Sac. Prof. Valerio Chiovaro), con i quali i giovani partecipanti si sono confrontati circa le esperienze vissute negli anni di associazione e hanno iniziato un percorso di studio della normativa in materia di sequestro e confisca, attraverso la testimonianza di Abdalah, che da qualche mese vive al Villaggio dei Giovani, e di Sebastiano Baviera, socio e responsabile della struttura ospitante, è stato raccontato come si mette a frutto il potenziale di un bene confiscato, bilanciando creatività e pianificazione nella progettazione di attività ed iniziative di vario genere.

Proprio di progettazione, nello specifico di Project Management, i giovani partecipanti hanno avuto modo di parlare con il dott. Marco Pensabene, che ha fornito loro gli strumenti utili per studiare un bando, elaborare e pianificare un progetto.

Suddivisi in gruppi, guidati da alcuni universitari reggini che prestano servizio in Associazione, gli studenti pavesi si sono messi alla prova con la lettura di alcuni bandi e avvisi pubblici per l’assegnazione di beni confiscati alla criminalità; primo step verso la stesura di progetti, attività che li vedrà impegnati per il resto delle giornate trascorse a Reggio Calabria.

Per cogliere ancora di più le peculiarità della gestione dei beni confiscati, i giovani avranno modo anche di visitare “Le Officine 24”, bene confiscato sito a Lazzaro, Motta San Giovanni, adiacente la struttura associativa “Officine del Lavoro”, presso cui sono attivi dei laboratori per la creazione di prototipi e prodotti innovativi in una prospettiva di formazione imprenditoriale; nell’ottica dell’acquisizione di competenze per la valorizzazione dei beni confiscati e per una serie riflessione su imprenditoria giovanile e promozione del lavoro, ascolteranno l’esperienza del dott. Umberto Barreca, Presidente del Gruppo Giovani Confindustria di Reggio Calabria.

Venerdì gli universitari visiteranno Gambarie, in Aspromonte, ed in particolare l’Arca e la Grotta, due beni confiscati gestiti da Attendiamoci. All’interno delle strutture e prima di una breve passeggiata nei boschi, i ragazzi si confronteranno con il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, dott. Domenico Creazzo.

Nella giornata di sabato, i ragazzi, ricchi delle esperienze ascoltate e vissute, daranno vita ad una vera e propria maratona di progettazione: dovranno infatti elaborare possibili scenari di destinazione per un bene confiscato, prima di gustare insieme una pizza fatta nel bene, divenendo protagonisti, da volontari e animatori della serata, di una delle attività di fund raising promosse nel bene confiscato per il sostentamento delle iniziative ivi poste in essere.

In questi giorni al Villaggio dei Giovani si respira entusiasmo, inclusione, desiderio di conoscere il territorio e la realtà ospitante, volontà di arricchirsi e sperimentare la bellezza della gratuità e del servizio, con il comune obiettivo di confiscare il male e vivere il bene.      

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