Disabilità mentale, la storia di Antonio attira San Roberto. Il sindaco: "Anche qui due ragazzi dimenticati"

Il sindaco di San Roberto Micari fa proprio l'appello della Coop 'Libero Nocera': 'L'ASP apra le strutture semiresidenziali e i centri diurni'

La storia di Antonio, giovane reggino affetto da disturbi mentali e abbandonato dall'ASP e dalle istituzioni cittadine, pubblicata qualche giorno fa sul nostro magazine, ha suscitato l'indignazione di centinaia di reggini.

Alla denuncia della Cooperativa Sociale 'Libero Nocera' sono seguiti messaggi di solidarietà e attestazioni di affetto e sostegno nei confronti della famiglia di Antonio, costretta a vivere il dramma ogni giorno.

E' evidente che il racconto di Antonio è comune a quello di moltissimi soggetti con disabilità psichica che, una volta raggiunta la maggiore età, sembra non abbiano più diritti di cura e assistenza. A soffrire sono non solo i soggetti affetti da patologie importanti ma anche l'intero nucleo familiare che non trova conforto né morale né pratico ed economico da parte delle istituzioni.

L'APPELLO E LA DENUNCIA DI MICARI, SINDACO DI SAN ROBERTO

"Anche nel nostro piccolo Comune ci sono ragazzi con disabilità psichiche che vivono le stesse problematiche - spiega Antonino Micari, sindaco di San Roberto - Due in particolare hanno necessità di cure più costanti e soprattutto di amore e sostegno da parte di professionisti del settore. Mancano strutture in grado di accogliere persone con disturbi psichici. I due cittadini di San Roberto sono in cura presso il reparto di psichiatria di Scilla, egregiamente seguiti dal dott. Giacomo Romeo, ma la terapia ed i farmaci evidentemente in alcuni casi non bastano. Le famiglie sono in seria difficoltà e hanno il diritto di essere assistiti, soprattutto in questo periodo di pandemia. Si tratta di un'emergenza nell'emergenza. Chiediamo che vengano aperte al più presto le strutture semiresidenziali e che si diano le autorizzazioni ai centri che già in passato hanno dato assistenza ai tanti giovani con disabilità".

Alla denuncia della Cooperativa Sociale 'Libero Nocera' segue dunque quella di un sindaco della Città Metropolitana.

Centinaia sono le famiglie che vivono lo stesso dramma e la stessa sensazione di abbandono. E la crisi (economica e sociale) percepita in questo primo anno di pandemia non può che moltiplicarsi per tutte quelle persone che vivono la disabilità mentale, direttamente o indirettamente.