Da tempo non si ricordava un dicembre così ed ancora ci sono due giornate da disputare. Anzi, era proprio l’ultimo mese dell’anno, soprattutto nella gestione Praticò, ad evidenziare le maggiori problematiche, ancora vivo il ricordo dello scorso 23 dicembre del 2017, quando a seguito della sconfitta interna contro il Rende vi fu quella lunga riunione tra la società ed i giocatori, con buona parte di questi ultimi a chiedere l’allontanamento dell’allora tecnico Maurizi.
Oggi il ruolino di marcia della squadra è impressionante, con quattro vittorie nelle cinque gare disputate, l’ottavo posto in classifica ed un match ancora da recuperare.
I primi pensieri vanno al Ds Taibi ed al tecnico Cevoli. Partiamo dal primo, capace di costruire con un budget per sua stessa ammissione di un milione di euro, inferiore agli anni precedenti ed ancora una volta dovendo comporre una rosa che contava solo quattro calciatori in organico, di cui tre andati via nella stessa sessione. Non è stato facile mettere insieme il gruppo e farlo diventare squadra, perchè oltre alla giovane età complessiva, sono stati i numerosi problemi del quotidiano a rallentarne il percorso di crescita.
E qui subentra la figura di Cevoli, paziente, silenzioso, gran lavoratore. Ha subìto critiche anche pesanti, probabilmente c’è stato un periodo in cui era la stessa società ad avere qualche dubbio sulla scelta, poi la conferma della fiducia ed i primi risultati. Come detto in mezzo ad una montagna di difficoltà. L’elenco è lunghissimo, partendo dalla indisponibilità del Granillo, passando per la fideiussione, poi ancora i contributi non pagati, il crollo economico della società, lo stato di agitazione proclamato dai calciatori.
Sfidiamo chiunque a tenere, nonostante questa miriade di vicissitudini, un gruppo unito e ottenere anche risultati importanti. Bravo Cevoli.
E poi i calciatori, gli attori principali, quelli che scendono in campo. Isolarsi da determinati contesti non è semplice, il rischio di crollare insieme a tutte le incertezze societarie poteva essere molto semplice. Hanno dimostrato carattere, nonostante la giovane età, e quelle qualità che solo adesso si stanno mettendo in evidenza, con un però… Quella macchia segnata da un comunicato che è vero andava a tutela di ogni soggetto che di diritto deve avere una retribuzione in base alle prestazioni che fornisce, ma che in alcuni passaggi ha amareggiato e non poco la gente di Reggio.
“L’AIC e i calciatori professionisti attualmente tesserati per l’URBS REGGINA 1914 S.r.l., denunciano la propria inaccettabile e insostenibile condizione lavorativa…. Appare evidente, pertanto, come la società versi oggi in una situazione di grave incertezza economica, aggravata dalla presenza di azioni esecutive da parte di fornitori, lasciando poche speranze sulla possibilità di proseguire il campionato fino al termine della stagione sportiva.
A ciò si aggiunga che l’intero ambiente di lavoro appare inadatto allo svolgimento delle ordinarie attività lavorative….
Siamo alle porte del Natale; le difficoltà ora evidenziate stanno pregiudicando anche la serenità familiare di molti calciatori e rendono impossibile lo svolgimento dell’attività lavorativa in modo dignitoso e consono alla categoria.
Per tali motivi l’AIC e i calciatori professionisti tesserati con la società URBS REGGINA 1914 S.r.l., dichiarano lo stato di agitazione e preannunciano sin d’ora lo sciopero per la giornata di domenica 23 dicembre 2018, auspicando che la Società, posto il preavviso di sciopero, adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute per tutte le mensilità ad oggi maturate entro venerdì 21 dicembre 2018, in modo così da evitare l’esercizio del diritto di sciopero”.
Ripetiamo, è sacrosanto diritto di ogni lavoratore aver riconosciuto un compenso per le prestazioni che fornisce, ma quei passaggi che abbiamo evidenziato in neretto in questo comunicato dell’AIC e degli stessi calciatori della Reggina, hanno dato parecchio fastidio.