Reggina, Comandè: ‘Tutto sulla società, tutto sull’assemblea dei soci’
14 Novembre 2018 - 09:34 | di Michele Favano

Ospite della trasmissione Momenti Amaranto, in onda su Video Touring, a tutto campo il socio della Reggina 1914 Domenico Comandè. Ha parlato di squadra, del momento, ma soprattutto di quanto venuto fuori dall’ultima assemblea dei soci: “Le stagioni anonime sono figlie delle situazioni economiche della società. Non si è mai fatto mistero di non navigare nell’oro, credo oltre non si possa andare. Se c’è qualcuno in grado di farsi avanti, lo faccia pure, il problema di fondo che tanti ignorano è che nessuno in tre anni si è fatto vivo.
Dico solo che all’inizio di questa avventura, ricorderete che un nutrito gruppo di imprenditori davanti al sindaco, eravamo quaranta, avrebbe dovuto sostenere e salvare la Reggina di Lillo Foti da quello che poi è stato il fallimento. A parole hanno aderito tutti con una partecipazione di 50mila euro, nei fatti siamo rimasti in sette e con grande fatica.
Io non credo che il presidente Praticò abbia mai cacciato qualcuno durante una fase di trattativa, se lo ha fatto e ripeto, non credo, ha sbagliato. Piuttosto sono a conoscenza di proposte poco serie, per il resto ritengo non sia possibile che il presidente nelle condizioni in cui ci si trova, si sia potuto permettere di allontanare qualcuno.
La società è fatta di tante menti pensanti, ci sono state tante problematiche importanti, ma comunque non esiste una persona che parla per conto di un’altra. Io sono stato diretto e molto critico con i Praticò, come lo ero stato anche in precedenza con il presidente Foti. Chiaro che in un contesto come il nostro, entro i limiti, vi siano discussioni e contrasti.
Sicuro i panni sporchi si lavano in famiglia, per esempio l’ultima assemblea dei soci è stata sopravvalutata, anche in questo caso per colpa nostra, non ho condiviso la pubblicazione dei comunicati su cose che riguardavano la società.
Ieri sera prima della ricostituzione del capitale sociale, vi è stato il risanamento delle perdite del precedente esercizio per una quota di 326mila euro, ripianate dalla P&P.
Il tutto si è svolto in un clima di grande serenità, contro anche le mie aspettative, devo essere sincero. Abbiamo respinto la proposta di restituzione delle vecchie quote rispetto ad una ricapitalizzazione importante. Quindi si è ricapitalizzato con 100mila a fronte dei 400mila di proposta iniziale.
Aggiungo che sulla ricapitalizzazione di 100mila l’adesione è stata quasi totale, ed a quel punto abbiamo proposto noi l’acquisizione delle vecchie quote, aspetto che la P&P ha preso in considerazione. C’è tempo fino all’otto di gennaio per il completamento eventuale di questo passaggio.
Dove arriveremo con questa cifra? Ricordiamo che nell’immediato futuro arriveranno i contributi ed anche consistenti dalla Lega oltre che dai minutaggi, ci daranno un po’ di respiro.
E’ vero che solo un socio e non la minoranza, ha proposto di tornare alle vecchie quote, con le stesse percentuali di quando si è partiti, quindi con la famigli Praticò non più in maggioranza. Però questo è un conto che si fa senza l’oste, tanti soci non ci sono più rispetto al passato e tecnicamente non è fattibile per diversi motivi, tranne che questo unico socio non intenda adesso acquisire personalmente il 60%.
Innegabile che vi siano contrasti e modi di pensare differenti, ma da quello che è venuto fuori dalla riunione di ieri, tranne qualche eccezione, ho visto una volontà che da tempo non si verificava, di riavvicinamento, ma questo è il mio pensiero e devo dire anche quello di altri”.
