Reggina: mister Del Rosso si racconta e racconta Marco Baroni

Il vice allenatore della Reggina, al fianco anche del grande Marcello Lippi

Approfittando della sosta in campionato, mister Baroni lascia spazio ai suoi collaboratori. Il primo ad intervenire è mister Del Rosso: "Mi ritengo molto fortunato per avere fatto tante esperienza anche all'estero. Ti aprono la mente, il mio percorso di allenatore è stato variegato partendo dal settore giovanile fino alla prima squadra".

L'esperienza con Lippi, poi Baroni

"Poi mi sono specializzato nella collaborazione con il tecnico della prima squadra, quella con Marcello Lippi è stata altamente formativa, parliamo di un allenatore top, mi ha insgenato tante cose. Con Baroni siamo cresciuti insieme nel settore giovanile della Fiorentina, lui ha fatto una grande carriera, io più modesta. Quando abbiamo intrapreso la carriera di allenatore ci siamo ritrovati casualmente nel settopre giovanile della Juventus. Insieme abbiamo lavorato con la Primavera della squadra bianconera, poi la Cina ed al mio ritorno sono stato chiamato da Baroni a Novara, poi ancora Cina ed al rientro in Italia abbiamo ripreso a lavorare insieme fino ad ora".

L'impatto con la Reggina

"Alla Reggina siamo arrivati e subito abbiamo cambiato modulo. Insieme a questo anche l'importante lavoro psicologico e mister Baroni in tal senso è stato molto bravo. Pochi interventi ma fatti bene e soprattutto la grande disponibilità da parte de calciatori, aspetto fondamentale per ottenere determinati risultati. Con pazienza e sacrificio, pezzo dopo pezzo oggi ci ritroviamo un gruppo che è arrivato a questo finale di campionato".

Le caratteristiche di Baroni

"Marco Baroni è un allenatore che vive 24 ore al giorno la sua professione. Cura il minimo dettaglio che può riguardare i suoi calciatori e gli avversari, cerca il rapporto diretto con il suo gruppo, è schietto, all'inizio può sembrare traumatico, ma poi i giocatori lo apprezzano. Osserva attentamente le partite, le studia e tutti questi suoi aspetti diventano contagiosi con la partecipazione di tutti".

Il finale di stagione

"La nostra mentalità non è cambiata. Giochiamo una partita alla volta e con questa idea siamo arrivati a giocarci qualcosa di importante. Oggi il nostro obiettivo è la partita con la Cremonese, finita quella si penserà all'Ascoli. La salvezza sembrava una cosa quasi impossibile, adesso si punta ad altro e l'unico metodo per affrontare il tutto al meglio, è pensare alla singola gara. Quello che fanno gli altri non ci interessa, faremo i conti alla fine. La sosta? avremmo preferito giocare visti i risultati. La percezione che abbiamo come staff è quella di una squadra cresciuta con il tempo sotto tutti i punti di vista, guardando le sedute di allenamento con il mister li osserviamo e siamo veramente soddisfatti. A volte sono talmente esuberanti che dobbiamo fermarli e questo arriva solo se tutti lavorano verso la stessa direzione, compreso staff dirigenziale, medico, la società tutta. Niente arriva per caso".