Reggina, l’ammirazione per una Curva che potrebbe non esserci ancora


di Matteo Occhiuto – Emmausso è stato l’ultimo ma, probabilmente, non resterà tale. I tanti, tantissimi, volti nuovi in casa Reggina hanno speso parole al miele per Reggio Calabria e la tifoseria amaranto, pur, ancora, non avendo neanche giocato – e forse visitato – la città dello Stretto e lo Stadio Oreste Granillo.

Merito, certamente, di una fama maturata quando molti dei neo arrivi amaranto erano ancora poco più che adolescenti e, cioé, quando, soprattutto negli anni della Serie A ma non solo, la Curva Sud dell’impianto di Viale Galilei ogni domenica diventava un muro sostanzialmente invalicabile per ogni tipo d’avversario e vederla, anche solo attraverso le telecamere di Sky o TelePiù, non poteva che lasciare a bocca aperta.

Oggi, invece, la situazione è diametralmente opposta: il tempio del tifo amaranto, nell’ultima stagione, è sostanzialmente rimasto semi-vuoto ed in silenzio, dopo la decina di DASPO che hanno colpito la Curva poco dopo l’inizio del campionato 2017/2018. Uno sciopero perpetrato durante l’arco di tutta l’annata e che, tristemente, potrebbe ripetersi anche in quella ventura.

Fino al momento, infatti, non v’è stato alcun segnale che possa far pensare ad un’inversione di tendenza ed, anzi, la sensazione è che le cose possano cambiare solo a partire dall’estate del 2019. Certamente, visti gli apprezzamenti arrivati dagli stessi calciatori amaranto, sarebbe un peccato lasciare questi ragazzi senza un sostegno che, si spera, possa alla fine magicamente esserci.

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