Reggina, luci ed ombre e quelle sorprese che potrebbero modificare le gerarchie


La Reggina ha salutato la Coppa Italia. Il gironcino a tre non ha premiato la squadra di Cevoli che, comunque, non ha conosciuto la sconfitta nelle due gare giocate. Sottotono la prima con la Vibonese, decisamente meglio la seconda con il Siracusa.

Questione di condizione atletica, meccanismi più collaudati, terreno di gioco migliore. Un match in cui soprattutto nella prima frazione la squadra amaranto ha mostrato cose parecchio interessanti, sul piano della manovra, dell’idea di gioco, dell’aggressività.

Poi le sbavature insieme ad un black out che alla fine sono costati l’eliminazione dalla competizione, elementi su cui il tecnico dovrà lavorare, per evitare che si ripetano in maniera così evidente anche in campionato.

Il Siracusa è avversario quotato e lo si ritroverà anche nel corso della stagione che sta per iniziare ed il piglio con il quale si è giocato come già detto in modo particolare il primo tempo, è incoraggiante. Dalla cintola in su c’è un mix di qualità e quantità che offe al tecnico ampia possibilità di scelta, con situazioni che possono cambiare, rispetto a quell’idea iniziale in cui tutti si dava per scontato un undici titolare già ben individuato.

Ed invece questa prima parte di stagione ha messo in evidenza nuovi calciatori come per esempio Bonetto in mezzo al campo, strepitosa la sua prestazione oppure Emmausso, ritenuto comunque non uno dei titolarissimi. Due reparti quelli di centrocampo ed attacco dove vi è grande affollamento e dove le scelte di Cevoli, per abbondanza e qualità, potrebbero essere piacevolmente complicate.

Qualcosa o più di qualcosa da rivedere nella linea difensiva. Difficoltà di organizzazione, nei movimenti, nella lettura di alcune giocate avversarie, nell’uno contro uno, tutto migliorabile, anche se in questo caso ogni tecnico direbbe che si lavora sull’intera fase e non sul singolo reparto.

M.F.

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