Reggio, verso una legge contro le discriminazioni: un percorso condiviso targato ‘Arcigay’

«La nostra idea è quella di riaprire i contatti con i consiglieri e chiedere a gran voce che venga portato avanti un percorso su una legge contro l'omofobia per orientamento sessuale e identità di genere, ma che non si fermi soltanto a questo».

Michela Calabrò Presidente Arcigay

A Reggio Calabria si è tenuta la prima conferenza stampa del nuovo coordinamento di scopo che riunisce le realtà LGBTQIA+ calabresi: Arcigay Reggio Calabria I Due Mari, Agedo Reggio Calabria, Arcigay Cosenza e Arci Cosenza.

L’obiettivo è chiaro: elaborare una proposta di legge regionale contro ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere e aprire un confronto stabile con la nuova amministrazione regionale.

Il percorso parte dall’esperienza maturata sul territorio in questi anni. Dal 2022, con l’attivazione del primo Centro Anti-discriminazione (CAD) regionale, sono emerse molte situazioni di fragilità, isolamento e discriminazione. Vicende spesso invisibili, ma radicate nel tessuto sociale.

Il contesto nazionale non aiuta: l’Italia è al 35º posto nella Rainbow Map 2025 di ILGA Europe, tra gli ultimi Paesi dell’Unione Europea per tutela dei diritti LGBTQIA+. Un quadro che, secondo le associazioni, rende urgente un intervento legislativo chiaro e aggiornato.

Un percorso “allargato” verso la legge regionale

Michela Calabrò, Arcigay Reggio Calabria I Due Mari, ha spiegato il senso del lavoro comune avviato con i comitati cosentini:

«Oggi abbiamo voluto organizzare questa conferenza stampa insieme alle amiche e agli amici dei comitati cosentini, siamo le uniche realtà LGBTQIA+ calabresi e quindi, come è stato di consueto anche in altre occasioni, anche per questa importante tappa abbiamo voluto organizzare una conferenza stampa in coordinamento per manifestare la nostra intenzione di voler lavorare all’unisono e insieme in questo percorso che abbiamo proprio chiamato “verso una legge regionale contro le discriminazioni”».

Calabrò ha sottolineato che il percorso non vuole restare chiuso dentro il perimetro delle associazioni LGBTQIA+:

«Il percorso vuole essere innanzitutto allargato anche alle tante associazioni che non sono in maniera specifica LGBTQIA+ ma che sentono di essere alleate rispetto ai nostri percorsi. Noi vogliamo una regione a misura di tutte le cittadine e i cittadini in modo tale che nessuno si senta discriminato per quello che è, ma possa trovare anche nella nostra regione la sua strada non solo lavorativa o di studio ma anche proprio di quello che la persona rappresenta».

Diritti civili, sanitari e scolastici: le priorità del coordinamento

Mirella Giuffrè, presidente di Agedo Reggio Calabria, ha ricordato come il coordinamento sia nato in stretto rapporto con il voto regionale:

«Il coordinamento è nato subito dopo le elezioni regionali perché volevamo riprendere il contatto con l’istituzione, con i nuovi consiglieri, in merito appunto ai diritti civili, sanitari, legali delle nostre figlie e dei nostri figli, comunque di tutte le persone LGBT».

Il primo passo sarà riaprire il dialogo con il Consiglio regionale:

«La nostra idea è quella di riaprire i contatti con i consiglieri e chiedere a gran voce che venga portato avanti un percorso su una legge contro l’omofobia per orientamento sessuale e identità di genere, ma che non si fermi soltanto a questo».

Giuffrè ha indicato alcuni punti che, secondo il coordinamento, dovranno entrare nella proposta di legge:

«All’interno deve essere arricchita di tutte quelle lacune che sono presenti in questo momento nella nostra regione, a cominciare dai percorsi sanitari per le persone con varianze di genere, la prevenzione contro il bullismo, contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere e non per ultima l’educazione e la formazione all’interno dell’ambiente scolastico».

Samarcanda, bene confiscato e spazio di comunità

La conferenza si è svolta all’interno del circolo Arci Samarcanda, in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Un luogo scelto non a caso.

Antonella Santoro, presidente del Circolo Arci Samarcanda, ha ricordato la storia di questo spazio:

«Ci troviamo all’interno di un bene confiscato che è stato assegnato ad Arci comitato nel 2017 ed è dal 2021-22 proprio questo circolo, il circolo Arci Samarcanda, che se ne occupa».

In questi locali opera anche il progetto di Arcigay I Due Mari:

«All’interno di questi spazi è presente questo progetto di Arcigay Due Mari che si integra perfettamente con quelli che sono praticamente gli scopi della rifunzionalizzazione dell’utilizzo di uno spazio pubblico confiscato alla criminalità così grande e così importante. Il Samarcanda per noi in questi anni è diventato un luogo di idee, riflessioni, un contenitore di tutta una serie di cose belle che servono a creare uno spazio accogliente per la comunità».

Proprio da questo intreccio tra impegno sociale, riuso dei beni confiscati e difesa dei diritti parte il nuovo coordinamento. Il prossimo passo sarà trasformare le richieste emerse dal territorio in una proposta di legge regionale, da discutere con consiglieri e forze politiche, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le discriminazioni e rendere la Calabria un luogo più sicuro e inclusivo per tutte e tutti.