Reggio Calabria diviene la culla delle tartarughe marine
25 Settembre 2018 - 09:30 | di Eva Curatola

di Eva Curatola – “Mi chiamo Lorenzo Scaraggie viaggio a bordo del mio vecchio camper del 1982 alla ricerca di storie, di incontri di strade che vale la pena percorrere”.
L’avventura di Lorenzo prende il nome di #lungomareitalia, un viaggio lungo le coste italiane a bordo di un vecchio Vostok per imparare cose nuove sulla nostra Penisola e raccontare storie di straordinaria quotidianità.
Sapete ad esempio che la tartaruga di mare è una grande viaggiatrice? E lo sapete che per tutta la sua vita torna a nidificare nello stesso luogo dove è nata? La notizia più importante, che ci tocca da vicino e che viene riportata in uno dei numerosi video di Vostok100 #lungomareitalia, è che in Calabria sono stati censiti più nidi di quelli censiti su tutte le spiagge italiane messe insieme!
Un vero e proprio primato che in pochi conoscono e che invece merita di essere portato alla luce. A raccontare le storie di questo affascinante animale dalla storia antichissima è Salvatore Urso, naturalista, volontario dell’associazione Caretta Calabria Conservation.
L’associazione fondata nel 2012, ha come obiettivo principale la tutela e la conservazione delle tartarughe marine in Calabria. Caretta Calabria Conservation opera su tutto il territorio calabrese, con particolare riferimento alla costa ionica in provincia di Reggio Calabria, oggi riconosciuta quale principale area di nidificazione italiana di Caretta caretta. Nello specifico si tratta della fascia costiera ionica racchiusa tra i comuni di Melito Porto Salvo e Bianco che ogni anno accoglie più del 60% dei nidi deposti ogni anno in Italia. Attualmente ha come base operativa l’ex stazione ferroviaria di Capo Spartivento nel comune di Palizzi.
“La schiusa delle uova potrebbe diventare una vera e propria attrazione per un turismo attento ed ecologista, soprattutto in alcune zone della Calabria dove oltre a un bel mare ci sarebbe bisogno di una maggiore offerta turistica” spiega Urso a #lungomareitalia. “Purtroppo molte amministrazioni non ne comprendono l’importanza e sono pochi i sindaci che decidono di creare un habitat favorevole alla nidificazione perchè la pulizia meccanica delle spiagge, l’eccessiva illuminazione e un’antropizzazione selvaggia non favoriscono certo la presenza della caretta”.
Un passo davvero fondamentale sarebbe quello di valorizzare il lavoro di Salvatore e dei ragazzi dell’associazione reggina perchè per individuare i nidi ci vogliono ore e ore di controlli in cerca di tracce che rivelino la loro presenza sulle spiagge e queste ore di lavoro di gente altamente specializzata non le paga nessuno, proprio perchè si tratta di volontari.
“Fino a quando la passione per la natura e l’amore per la propria terra saranno l’unico carburante per molte delle bellissime iniziative che fisiologicamente dovrebbero e potrebbero essere volano per un’economia alternativa ma soprattutto per la salvaguardia dell’ambiente?”
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