Reggio, la lettera di una mamma 'stanca' delle lamentele: 'Ripartiamo dai piccoli gesti...'

Una mamma ci racconta un piccolo aneddoto che evidenzia un noto difetto dei reggini

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci da una nostra lettrice, Viviana Fedele.

"Anche oggi, come ogni mattina accompagno mia figlia scuola, parcheggio l’autovettura regolarmente e scendo con lei. Per strada vedo un giovane signore italiano, che dalla divisa sembra lavorare nel campo edile, che dialoga animatamente con un signore extracomunitario parcheggiato col proprio veicolo (che utilizza come espositore) sulle strisce blu e senza alcun titolo di sosta. Di sfuggita ascolto le frasi del signore italiano che con toni alti e alterati lamenta di dover pagare il parcheggio a pagamento in centro per parcheggiare il proprio veicolo e montare un piccolo ponteggio. Sono con mia figlia, mi impongo la calma e proseguo. Ci fermiamo a prendere del latte caldo ed ecco di nuovo lui, il signore italiano, lamentare con il barista e i presenti a voce ancora più alta di dover pagare il parcheggio. A quel punto non resisto più , non posso accettare che tutti i presenti ascoltino in silenzio, non posso accettare che mia figlia ascolti questi discorsi così superficiali e qualunquisti di chi pretende una città migliore, ma non vuole impegnarsi affinché lo sia. Sono stanca di sentire continue lamentale per presunti disservizi da chi pretende di ricevere servizi, ma solo se “agevolato”, pretende di non pagare la “sosta blu” in centro per montare ponteggi, a volte anche “improvvisati”.

Sbotto, faccio presente che i servizi non si autosostengono, vi sono degli uomini e delle donne che cercano, faticosamente, ma con passione di renderli ogni giorno. La città altro non è che lo specchio dei suoi cittadini e se davvero vogliamo che sia migliore, dobbiamo esserlo in prima persona, ripristinare la legalità a partire dai piccoli gesti, intervenire con coraggio per garantire una giustizia sociale. Puntare sulla qualità dello sviluppo locale vuol dire puntare sulla qualità di ciascuno di noi.

Per concludere dico al signore che gli avrei offerto volentieri il caffè per consentirgli di utilizzare l’euro per pagare la sosta blu, la risposta? “tanto non la pago comunque perché devo lavorare e devo parcheggiare i mezzi”. Finisco di prendere il latte con mia figlia e mi confortano e mi fanno pensare di essere sulla strada giusta i commenti dei presenti: come può cambiare la città con questi cittadini!!!

Mia figlia sorride, la sua mamma non ha parlato a vanvera, entra a scuola sussurrandomi a bassa voce “non sarò mai così e lo racconterò anche ai miei compagni”.

“Gli uomini in certi momenti sono padroni del loro destino. La colpa, caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma dei nostri vizi” questa frase di William Shakespeare ci sta tutta.

Siamo noi a decidere cosa vogliamo fare con la nostra città. Il suo futuro può però essere piantato, annaffiato, curato e raccolto solo da noi stessi.

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