Nuovo pentito a Reggio, la moglie si dissocia: 'Una sua scelta'

Dopo il pentimento di Francesco Labate, sua moglie, figlia del vecchio boss Barreca, si dissocia

Estorsioni, taglieggiamenti, minacce: nelle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Francesco Labate sono tante e dettagliate le accuse alla cosca agli ordini del suo stesso suocero, quel Filippo Barreca finito in manette poche settimane fa con l’accusa di essersi immediatamente “rimesso in affari” all’alba della sua scarcerazione dovuta a pesanti problemi di salute.

Labate nuovo collaboratore di giustizia

E Labate, che ha sposato una delle figlie del boss, di quella cosca conosce ogni rivolo d’interesse, ogni pretesa sui commercianti, ogni minaccia portata a termine per garantire il ritorno della cosca agli albori criminali del passato.

Le sue dichiarazioni, presentante ai giudici del riesame falcidiate da decine di omissis, stanno aiutando i magistrati della distrettuale antimafia dello Stretto a ricostruire dettagliatamente tutti gli interessi della consorteria che ha “eletto” Pellaro a proprio feudo d’influenza.

Parlando con gli investigatori, Labate ha raccontato uno per uno i ruoli che alcuni degli affiliati rivestivano all’interno della cosca, ricostruendo il piano messo in opera dal suocero Barreca per tornare ai tavoli che contano: dai piani per riprendere in mano gli affari legati al racket a quelli “diplomatici” per il riavvicinamento ai De Stefano, una delle famiglia di ‘ndrangheta più influenti sullo scacchiere criminale reggino: riavvicinamento che avrebbe potuto assecondare e facilitare i piani di rilancio messi in opera dal vecchio capobastone.

Labate racconta nello specifico i piani di Barreca, indicando agli inquirenti gerarchie e compiti degli accoliti. Un racconto che ridimensiona i ruoli che all’interno della cosca avrebbero rivestito il fratello ("guidava l’auto di mio suocero, ma lui lo considerava uno scemo" ha messo a verbale il nuovo collaboratore) e, soprattutto, la moglie Luana, figlia del vecchio boss.

La moglie si dissocia

Nemmeno il tempo di metabolizzare le nuove esplosive dichiarazione del collaboratore, che subito arriva la presa di distanze della moglie. Non sono bastate infatti alla donna – finita in arresto a seguito dell’operazione che ha disarticolato il tentativo di riorganizzazione del clan – i distinguo che Labate ha messo a verbale sulla sua posizione e, storia di appena poche ore, Luana Barreca scrive ai giudici tracciando un solco profondo tra lei e il di lei marito, descritto nella missiva, con un eloquente "costui".

"La scelta di un percorso collaborativo del signor Labate – scrive la Barreca ai magistrati – riguarda solo ed esclusivamente la sua persona, non è intendimento mio e dei miei figli seguire o approvare le scelte compiute dal signor Labate".

Una presa di posizione tagliata con l’accetta e che Luana Barreca rimarca in numerosi passaggi della lettera.

"Per quanto mi riguarda la mia famiglia, intesa io e i miei figli, non avendo nulla a che vedere con le decisioni del signor Labate Francesco, né tantomeno con gli episodi contestati nell’ordinanza nei suoi confronti, non intendiamo seguirlo nella direzione intrapresa. Se costui – chiude drammaticamente la donna – ritiene di avere compiuto fatti gravi, si assuma tutta le sue responsabilità e giustamente paghi per le conseguenze dei suoi comportamenti illeciti".