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Sanità digitale, al via la telemedicina a Reggio Calabria

Reggio Calabria avvia la telemedicina del Pnrr: consegnati i primi computer ai medici. Di Furia: "Televisite e teleconsulti per i cittadini"

telemedicina

Reggio Calabria ha compiuto passi significativi nell’integrazione della telemedicina, puntando sulla formazione tecnologica dei medici e sull’implementazione di sistemi digitali avanzati.

Tutti i dati e gli sviluppi del progetto sono stati illustrati questa mattina presso l’aula magna dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria, dove si è svolto l’incontro dedicato all’attivazione dei servizi di telemedicina previsti dalla Regione Calabria nell’ambito della Missione 6 Salute del Pnrr in stretta collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali.

All’iniziativa hanno preso parte la direttrice generale dell’ASP Lucia Di Furia, il dottore e Segretario Generale Provinciale FIMMG sezione RC Francesco Biasi e numerosi medici del territorio provinciale.

Nel corso dell’incontro è stata avviata formalmente la distribuzione dei primi computer destinati ai medici di medicina generale, strumenti che serviranno a rendere operative televisite e teleconsulti sul territorio.

L’avvio del progetto e i vantaggi per i pazienti

“La giornata di oggi segna anche formalmente l’avvio dello sviluppo della telemedicina nel nostro territorio – ha dichiarato la Di Furia -. Abbiamo già consegnato una serie di computer agli ospedali e stiamo completando la distribuzione anche sul territorio. Questi strumenti saranno fondamentali perché consentiranno sia ai cittadini di effettuare televisite con il proprio medico, evitando spostamenti inutili, sia ai medici di confrontarsi direttamente con gli specialisti ospedalieri attraverso il teleconsulto”.

Secondo la direttrice generale dell’Asp reggina, il nuovo sistema permetterà di ridurre tempi di attesa e disagi per i pazienti, soprattutto per coloro che vivono lontano dalle strutture sanitarie o hanno difficoltà negli spostamenti.

“Il medico potrà inviare esami e informazioni cliniche allo specialista, ad esempio a un cardiologo, che potrà valutare rapidamente il caso e decidere se sia necessario un approfondimento. In questo modo, il cittadino sarà più vicino ai servizi sanitari e si ridurrà lo stress legato agli spostamenti”.

Di Furia ha poi sottolineato il ruolo della tecnologia nella medicina moderna, ribadendo però la centralità del medico:

“L’intelligenza artificiale può essere un supporto importante, può aiutare il professionista a migliorare le valutazioni cliniche, ma non può sostituire l’atto medico. I cittadini spesso si affidano al cosiddetto ‘dottor Google’, ma è sempre il medico che deve decidere la terapia più adatta, valutando le specificità di ogni paziente e le eventuali controindicazioni”.

Un supporto cruciale per le aree periferiche e le fasce deboli

Anche il dottor Biasi ha evidenziato l’importanza del progetto, già diffuso in molti Paesi europei e negli Stati Uniti.

“Con la telemedicina iniziamo un percorso già consolidato altrove. Si tratta di un progetto del Pnrr in continua evoluzione che prevede una piattaforma regionale sulla quale i medici di medicina generale potranno effettuare televisite”.

Biasi ha posto l’accento sulle difficoltà legate alla carenza di medici e alle criticità delle aree periferiche:

“Il nostro territorio è molto vasto e i giovani professionisti tendono a scegliere sedi più attrattive dal punto di vista economico e lavorativo. Il rischio è che le periferie restino sempre più penalizzate. Grazie alla telemedicina, invece, possiamo avvicinarci ai pazienti allettati, a chi ha difficoltà motorie o non ha familiari che possano accompagnarlo dal medico”.

Il sistema, ha spiegato ancora Biasi, potrà essere utilizzato sia dalla medicina generale sia, in prospettiva, dalla specialistica.

“Pensiamo, ad esempio, a una donna in gravidanza impossibilitata a muoversi: in determinati casi sarà possibile effettuare una televisita direttamente da casa. Sono state coinvolte anche le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), che saranno dotate di postazioni dedicate. Ogni AFT avrà un computer attraverso il quale il collega potrà collegarsi con i pazienti. Questo garantirà una presenza capillare sul territorio anche per chi non ha ritirato oggi il computer per il proprio ambulatorio” – ha concluso Biasi.

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