Reggio e il dissesto finanziario, c'è una via di uscita. La speranza di Falcomatà

Nel tentativo di evitare il dissesto finanziario, Falcomatà ha individuato una possibile soluzione. Le ultime novità

Settimana di passione. Dopo il primo incontro a Roma tra il sindaco Falcomatà (presente nella sua qualità di delegato Anci al Mezzogiorno e alla Coesione territoriale) e i rappresentanti del Governo, il tavolo di confronto si è dato nuovo appuntamento a giovedì 21 marzo.

In quella data verrà presa in esame, nel dettaglio, la posizione del comune di Reggio Calabria, così come quella delle altre numerose amministrazioni comunali coinvolte in questa delicata situazione.

Così come affermato in questi ultimi giorni, Falcomatà proverà in tutti i modi ad evitare la dichiarazione del dissesto finanziario, per farlo però avrà assoluta necessità di una sponda favorevole da parte del Governo. “Auspichiamo che dalle parole si passi ora ai fatti e che il Governo assuma iniziative concrete nella direzione concordata”, ha affermato il primo cittadino dopo l’incontro romano.

MEZZA ITALIA IN GINOCCHIO

La speranza è legata al numero e all’importanza dei comuni coinvolti e danneggiati dalla sentenza emessa dalla Corte costituzionale lo scorso 14 febbraio. La sentenza rischia di mettere in ginocchio il tessuto socioeconomico di tante città italiane, soprattutto nel centrosud.

“Nel caso di Reggio Calabria il rischio è quello di una doppia mortificazione. Dopo l’onta di un commissariamento per mafia la nostra Città si troverebbe di fronte anche la beffa del dissesto finanziario a causa dell’insostenibilità economica del piano di rientro per il ripianamento dei debiti prodotti in passato.

Continueremo a combattere per evitare che le ombre del passato si proiettino sul nostro futuro, chiedendo chiedendo al Governo un provvedimento urgente con l’obiettivo di risolvere questa situazione paradossale, che avrebbe conseguenze negative non solo per Reggio Calabria ma per decine di Comuni italiani le cui finanze sono oggi sottoposte a piani di rientro pluriennali”, ha spiegato Falcomatà nel corso del suo intervento.

VIA D’USCITA

Esiste una possibilità (probabilmente l’unica) per evitare che Reggio Calabria debba dichiarare il dissesto finanziario. Di cosa si tratta? Non di una nuova possibilità di spalmare il debito in 30 anni: la strada individuata non è quella di un ‘ritorno al passato‘, sbarrata dalla decisione della Corte.

Considerato che la sentenza emessa dalla Corte costituzionale risale al 14 febbraio, quindi a poche settimane dalla presentazione dei bilanci comunali, l’obiettivo è quello di puntare sull’intempestività della sentenza. A fine febbraio infatti i bilanci comunali solitamente vanno in giunta e poi presentati alle commissioni per l’approvazione del bilancio previsionale, la cui scadenza è fissata per il 31 marzo.

‘E’ un pò come cambiare le regole del gioco a partita in corso’, questa è la metafora che i sindaci applicano alla situazione che li vede coinvolti. Per questo motivo, Falcomatà chiederà al Governo di sospendere, per il 2019, l’esecuzione prevista dalla sentenza della Corte costituzionale.

DISSESTO E ANNO ZERO

Una sorta di semplice rinvio, in attesa di affrontare nuovamente il problema nel 2020 e tornare al punto di partenza? Assolutamente no. Dietro la scelta di chiedere al Governo la sospensione infatti si cela la riforma del Tuel (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), legge della Repubblica Italiana che stabilisce i principi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali italiani.

Il Governo vuole mettere mano in particolare al Titolo VII della seconda parte (relativa all’ordinamento finanziario e contabile), quello che riguarda nello specifico gli enti deficitari o dissestati. Diverse amministrazioni comunali infatti, una volta dichiarato il dissesto finanziario, non hanno risolto problemi e criticità.

Il reset dei conti con debiti a carico di un commissario e bilancio corrente a carico dell’amministrazione comunale spesso si rivela una soluzione inadatta. In alcuni casi, come capitato in amministrazioni comunali calabresi, a distanza di pochi anni si è arrivati ad una seconda dichiarazione di dissesto.

L’esperienza non positiva legata a questo tipo di soluzione potrebbe portare ad una riformulazione e superamento del concetto ‘classico’ di dissesto, con il Governo intenzionato a trovare nuove vie d’uscita per tutti i comuni alle prese con debiti insostenibili.

Per valutare nel dettaglio e pensare concretamente alle modifiche del Tuel, però, serve tempo. Da qui nasce l’idea e successiva proposta di Falcomatà al Governo di sospendere per il 2019 l’esecuzione della sentenza emessa dalla Corte costituzionale. Nel 2020, con le modifiche apportate dal Governo al Tuel, Reggio Calabria e gli altri comuni colpiti dalla decisione della Corte potrebbero così trovare nuove soluzioni per uscire dal tunnel.

Il 21 marzo, dopo il secondo incontro romano, si capirà se Reggio Calabria avrà speranze concrete di evitare il dissesto finanziario attraverso questo percorso individuato dal sindaco Falcomatà. In caso contrario, per Reggio cosi come per gli altri numerosi comuni coinvolti, salvo miracoli si spalancheranno le porte del dissesto.

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