Reggio, alla ricerca del verde pubblico tra incuria e abbandono

Reggio merita di rinascere come una fenice

La vicenda della riapertura del campo scuola Aldo Penna, rinominato campo “Coni” dai reggini, ha messo in luce una delle tante carenze della nostra città: la quasi totale mancanza di aree verdi fruibili gratuitamente. Come molti già sapranno la struttura sportiva su citata è rimasta per decenni nell’incuria e nell’abbandono piu totale, l’ingresso era consentito a tutti gratuitamente ma si era circondati da degrado e sporcizia e carenza dei minimi servizi (inclusi quelli igienici), finchè non è stata dichiarata l’inagibilità che ne ha decretato la chiusura. L’affidamento, dopo svariati mesi e lotte cittadine, alla FIDAL (federazione italiana di atletica leggera) appare finalmente una soluzione sensata e soprattutto scontata, che permettera’ a questa nostra importante struttura sportiva di tornare ai fasti di un tempo, permettere agli atleti di allenarsi in sicurezza ed ospitare gare e tornei nazionali delle varie discipline.

Il problema sembrerebbe cosi risolto ma in realtà non lo è affatto, perche se da un lato si è finalmente riqualificata una struttura da troppo tempo lasciata a sé stessa, dall’altra sono stati privati tanti cittadini dell’unico spazio verde in cui poter fare liberamente sport amatoriale o passeggiate all’aria aperta, poiché da adesso in poi gli accessi saranno, giustamente, consentiti soltanto agli iscritti alle societa’ sportive facenti parte della FIDAL.

E’ così che ci si rende conto, ancora una volta, che la politica reggina attuale e delle passate legislature non si è mai interessata a questo tema così importante, alla cura del verde che già esiste (Villa comunale Umberto I, via marina alta e bassa e relativo verde, villetta di Santa Caterina, viale Calabria) e alla creazione di nuove aree fruibili gratuitamente per i cittadini grandi e piccini. In questi anni abbiamo assistito a svariati incidenti con cadute accidentali di alberi secolari un po' ovunque ed un progressivo impoverimento di ciò che sarebbe dovuto essere il verde cittadino in una città di 180 mila abitanti e che si definisce città metropolitana votata al turismo ma che di fatto non ha alcuna progettualità che possa compensare a tali carenze.

Così non è per il m5s che da sempre attento all’ambiente e alle necessità dei cittadini, anche per Reggio Calabria ha realizzato, attraverso i propri attivisti, un progetto di riqualificazione del centro cittadino che prevede la creazione di un’unica area verde, la totale pedonalizzazione dell’area che comprende la via marina (alta bassa e via mare) e il corso principale. Un progetto senza dubbio ambizioso ma realizzabile che prevedrà anche un ampliamento dei mezzi di trasporto pubblico attraverso bus e navette elettrici ad impatto ambientale zero, miglioramento della qualità della vita dei cittadini che potranno usufruire di parcheggi gratuiti dislocati in punti strategici della città.

La creazione di bagni pubblici a pagamento (50 cent) controllati h24 da personale comunale appositamente designato e lasciare parcheggi gratuiti per disabili nell’aera antistante la stazione Lido.

Tutto questo prevede inoltre un coinvolgimento a 360 gradi di tutte le attività commerciali esistenti che potranno usufruire di sgravi fiscali comunali ed incentivi contribuendo al mantenimento del verde della propria area di competenza, responsabilizzandosi nella cura e nel rispetto del bene comune e facendo anche da “educatori” per i propri clienti, perché non dimentichiamolo mai, la città è la casa di tutti e tutti siamo responsabili della sua tenuta.

Non da ultimo il progetto prevede anche la riqualificazione di alcuni edifici storici di Reggio, lasciati nell’incuria e nella desolazione (Hotel Miramare,RoofGarden e Super Cinema), situati proprio nel cuore della città e che fanno scempio di un centro storico che senza dubbio merita di essere finalmente valorizzato affiche possa trasformarsi in volano per la creazioni di posti di lavoro e sbocchi professionali per i cittadini reggini. Saranno previsti bandi di gara PUBBLICI E TRASPARENTI, che affideranno tali edifici per 10 anni in concessione con agevolazioni per le imprese interessate, che darebbero un nuovo impulso al settore occupazionale dell’area metropolitana fortemente colpita dalla piaga della disoccupazione.

Questi sono soltanto alcuni dei passaggi fondamentali contenuti in questo ambizioso progetto che si pone il fine di ridisegnare il volto della città di Reggio Calabria, risolvere alcuni problemi come l’inquinamento acustico e ambientale e implementare il verde pubblico, aumentando le aree pedonali, dando nuovo impulso alle attività commerciali esistenti e offrendo nuovi servizi come cinema all’aperto e spazi comuni per l ‘aggregazione e la socializzazione.

La nostra città merita di essere finalmente valorizzata per quelle che sono le sue più suggestive attrazioni e che avendo flussi turistici per 12 mesi l’anno deve poter esprimere al meglio le sue potenzialità e mostrare a tutti le sue bellezze non solo storiche ma anche ambientali.

Reggio merita di rinascere come una fenice, dalle proprie ceneri merita di avere quel presente e quel futuro che fin ora la politica in primis le ha negato.

Vorremmo dunque porre al sindaco uscente Giuseppe Falcomatà, perché in tutti questi anni abbia totalmente abbandonato l’aspetto ambientale della città, perché si sia disinteressato al verde pubblico ed alla sua concreta valorizzazione, perché abbia inaugurato piazze e piazzette in giro per Reggio per poi (finite le foto di rito ed i selfie) abbandonarle all’incuria e all’inciviltà di alcuni? Perché le stesse aiuole della via marina, affidate a ditte o attività cittadine che avrebbero dovuto averne cura, sono rimaste poi preda di erbacce e sporcizia? Interessava solamente apporre il cartello per farsi gratuita pubblicità? Perche durante il lockdown l’amministrazione, rimasta dormiente, non ha invece provveduto, di concerto con la Regione a ripulire le strade dai rifiuti, trovare una soluzione alla discarica chiusa e magari tagliare e potare tutto il verde cittadino abbandonato alle erbacce, riparare il manto stradale disastrato della città partendo dalle periferie per giungere al centro? Ma soprattutto perché utilizzare il denaro pubblico per avviare un servizio di bike-sharing, quando mancano completamente le infrastrutture necessarie per consentire ai cittadini di sfruttare al massimo tale servizio? Manca un’area pedonale e ciclabile attrezzata che consenta ai reggini di passeggiare in sicurezza in monopattino, bicicletta o anche a piedi. Questo agire fin ora convulso, improvvisato e incoerente non ha portato ad alcun beneficio né alcun miglioramento della qualità della vita dei cittadini che hanno piazzette di cemento ma senza alberi e senza verde curato, hanno le biciclette in affitto ma nessuna pista sicura in cui circolare, hanno alberi secolari ma cadono distrutti perché malati e abbandonati a sé stessi, hanno il “chilometro più bello d’Italia” ma ormai di bello è rimasto davvero poco poichè è talmente fatiscente che perfino il grande D’Annunzio si sarebbe prontamente rimangiato la sua stessa definizione.