"Regina di cuori", tutto pronto al teatro Cilea per lo spettacolo dell'Ass. Attendiamoci Onlus

Lo spettacolo in scena al Teatro Cilea rappresenta il culmine di un percorso formativo finalizzato al potenziamento delle risorse personali dei partecipanti

Un’Alice nuova, diversa, ma allo stesso tempo rassicurante come l’originale, interpretata da un gruppo altrettanto eterogeneo per dar vita ad uno spettacolo coinvolgente e curato nei dettagli.

Tutto questo è Regina di Cuori, il musical in scena al Teatro “Cilea” in questi giorni, organizzato dall’associazione Attendiamoci Onlus, dopo il successo di Peter Pan, Mary Poppins e Aladdin.

Si tratta di un’opera inedita di Carlo Colico, con la collaborazione per la scenografia da parte dei ragazzi dell’associazione che hanno dato vita ad una performance di livello e con un fine benefico.

Il ricavato infatti sarà interamente devoluto in beneficenza per sostenere il prosieguo delle attività di utilità sociale di Attendiamoci, con particolare riferimento ai giovani svantaggiati.

L’associazione, fondata nel  2001 da don Valerio Chiovaro insieme ai quattro studenti allora universitari, Giovanni Mazza, Domenico Paino, Alfredo Pudano e Giuseppe Falcone, si batte proprio per combattere il disagio giovanile, cercando percorsi, idee e iniziative che mirano all’obiettivo, trovando grande riscontro per la natura genuina che la caratterizza.

L’opera in questione rappresenta il culmine di un percorso formativo finalizzato al potenziamento delle risorse personali dei partecipanti per prevenire appunto  situazioni di disagio tipiche dell’età giovanile.

“Meravigliarsi è saper cogliere l’insolito. Come atteggiamento continuo è cogliere nel solito l’insolito. – ha detto don Valerio Saper guardare il grandioso che ammira, che stupisce, che meraviglia. Potersi meravigliare, in fondo, è il potere di chi ha lo sguardo capace di accogliere la grandiosità delle cose semplici e la semplicità delle cose grandiose. È questa la provocazione l’occasione del nuovo musical firmato Attendiamoci”.

Una platea soddisfatta ha riempito il teatro in tutte le sue date, da un lato per poter fare “un’azione buona”, dall’altro sposando il concetto di cultura che avvicina, apre la mente e aiuta a crescere, per poter così abbattere quelle barriere mentali che chiudono i porti alla condivisione.

Fonte: Eva Saltalamacchia

 

 

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