Riace, Trifoli contro il centro quarantena per migranti

Un muro contro muro destinato a fare inasprire una situazione già sull’orlo di una crisi di nervi

Quel centro non s’ha da fare: l’ex hotel Stella Marina – da anni abbandonato al suo destino di quasi rudere sulla spiaggia – non diventerà mai un centro per la quarantena dei migranti che, inevitabilmente, come negli ultimi venti anni, arriveranno sulle spiagge dello Jonio reggino durante la bella stagione. Il sindaco di Riace Antonio Trifoli, con tempismo sapientemente studiato visto il putiferio esploso in seguito allo sbarco del 10 luglio, lo scrive in una comunicazione ufficiale.

«È mio dovere informare la cittadinanza della richiesta da parte dell’Asp di documentazione per rilascio di parere igienico sanitario di alloggi destinati ad eventuale quarantena di pazienti Covid 19».

Al centro della questione, scrive il sindaco salviniano dell’ex borgo dell’accoglienza, c’è un ex albergo, chiuso da anni e nel cui cortile negli anni passati, ironia della sorte, erano stati convogliati gruppi di migranti appena spiaggiati sulle coste dei Bronzi per le operazioni di identificazione. Ora quella stessa struttura sarebbe stata identificata dalla Prefettura – che ha chiesto all’Asp la documentazione del caso – come possibile centro per le quarantene. Un po’ la stessa cosa di quanto succede a Roccella proprio in questi giorni, con i minori sbarcati e risultati positivi al Covid che trascorrono la quarantena all’interno di un ex albergo sul corso principale della cittadina.

Ma se a Roccella amministrazione e cittadini di una delle perle turistiche del comprensorio, si sono stretti con solidarietà concreta per dare una mano al gruppo arrivato su un veliero, nell’ex borgo dell’accoglienza le cose hanno preso una piega differente:

«Questa Amministrazione – scrive Trifoli – si è immediatamente mossa scrivendo alla Prefettura già il 6 luglio manifestando tutta la propria contrarietà rispetto i provvedimenti presi, ovvero destinare l’ex Hotel Stella Marina a edificio per la quarantena di migranti positivi o presunti positivi al covid19».

Un muro contro muro destinato a fare inasprire una situazione già sull’orlo di una crisi di nervi e che presto si “arricchirà” di una nuova pagina vista l’intenzione, conclude il primo cittadino che ha preso il posto di Mimmo “u curdu” Lucano «di indire un’assemblea pubblica al fine di informare i cittadini sugli ulteriori sviluppi della vicenda sollecitando fin da ora le istituzioni preposte a fornirci quelle risposte che ad oggi mancano del tutto».