Reggio, strada Gallina-S.Venere: protesta del comitato ‘Insieme per l’Altopiano’
Una popolazione stanca dei ritardi e delle promesse non mantenute. "Due strade chiuse, nel silenzio delle istituzioni"
27 Gennaio 2025 - 16:56 | Comunicato Stampa

Il comitato Insieme per l’Altopiano torna a farsi sentire, stanco dei continui ritardi riguardanti i lavori sull’arteria stradale Gallina-S. Venere. Dopo la manifestazione pacifica dello scorso settembre, organizzata in concomitanza con l’apertura dell’anno scolastico per evidenziare i rischi a cui sono esposti in particolare i ragazzi che frequentano le scuole medie, poco è stato fatto.
A ottobre, parte dell’amministrazione si è recata a S. Venere per confrontarsi con il comitato e la popolazione, riferendo che erano stati trovati i fondi e che i lavori sarebbero molto probabilmente iniziati a novembre. È seguita una delibera che prevedeva la chiusura della strada.
Lavori fantasma e denunce del comitato
Dal 4 novembre al 20 dicembre, periodo entro il quale i lavori avrebbero dovuto essere completati, la ditta appaltante si è presentata sul posto solo per 2-3 giorni al massimo. Il comitato, in questo periodo, ha denunciato più volte l’assenza di attività tramite PEC e ha richiesto un confronto con l’amministrazione. Quest’ultima ha risposto affermando di essere a conoscenza del fatto che i lavori stavano proseguendo.
Dopo Natale, il comitato si è nuovamente fatto sentire e ha ricevuto come risposta che i ritardi erano dovuti alle condizioni climatiche e alle temperature troppo basse, che avrebbero impedito il completamento dei lavori in modo adeguato.
Il comitato ha sottolineato che, se le condizioni climatiche non erano favorevoli, non aveva senso pubblicare una delibera di chiusura della strada e illudere una popolazione che da anni chiede una strada sicura per i propri figli.
Una situazione di rischio e silenzio istituzionale
Il comitato Insieme per l’Altopiano evidenzia che, ad oggi, la possibilità di avere una strada sicura appare ancora molto lontana. Si chiede come sia possibile che tutto taccia su un paese che si ritrova con due strade chiuse, costringendo i cittadini a viaggiare a proprio rischio e pericolo, nel silenzio delle istituzioni.
