Caos Sanità, nuova protesta in Calabria. Due le location a Reggio

Nuovamente in strada per protestare contro il fallimento della sanità calabrese. Questa volta non si protesta in piazza ma davanti alle strutture sanitarie

Nuova manifestazione a Reggio Calabria. I cittadini protestano con l'ennesimo sit-in di piazza, questa volta mirato a rivendicare il diritto alla salute e al lavoro dei calabresi. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a numerose proteste da parte dei calabresi, prima contro il Dpcm e la 'red zone' in Calabria, poi contro il fallimento decennale del sistema sanitario che condanna di fatto la nostra regione.

NUOVA PROTESTA

E' prevista domani una grande manifestazione pacifica. Si protesta a Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Rossano, Scalea, Praia, Castrovillari, Vibo Valentia, Torre Melissa, Siderno, Cirò Marina, Gioia Tauro, Scilla, Villa San Giovanni, Melito Porto Salvo, Bovalino, Lamezia Terme, Cariati, Soverato, Crotone, Trebisacce.

L'iniziativa è targata 'Dignità Calabria', una officina delle idee per i calabresi che vogliono riscattarsi e riprendersi la loro 'dignità', si legge nel gruppo Facebook. La protesta, a Reggio Calabria, si terrà alle ore 9:00 di fronte l'Ospedale Riuniti e anche davanti alla struttura del Morelli per l'intera giornata.

"Il gruppo è apolitico, aperto, libero e soprattutto interamente basato sulla ricerca della legalità in ogni propria manifestazione. Calabresi non disposti più a barattare il loro futuro, la loro salute, la loro libertà, la loro qualità della vita, le loro attività produttive, il loro associazionismo, la propria terra, il proprio lavoro, i propri diritti con malapolitica, malaffare, commissariamenti, malversazioni, potentati, comparati, nepotismo, clientelismo, discriminazioni e tutto ciò che ha contribuito a fermare lo sviluppo socioeconomico della nostra Calabria".

NO RED ZONE IN ATTESA

Il movimento 'No Red Zone' sta valutando se partecipare alla manifestazione di domani. Al momento ha chiesto agli operatori sanitari se la partecipazione di massa potrebbe interferire con lo svolgimento delle attività quotidiane sanitarie. Se così fosse, il gruppo 'No Red Zone' si tirerebbe indietro.

"Non vogliamo creare disagi - affermano alcuni esponenti del gruppo - C'è un'adesione morale e al momento stiamo valutando l'opportunità della location".