'Sciogliere il Consiglio Regionale': la richiesta dei parlamentari M5S calabresi

"I politici della nostra regione stanno dimostrando di pensare più alle proprie tasche". La nota dei parlamentari calabresi del Movimento 5 Stelle

"Abbiamo già diffidato il nuovo Consiglio regionale al rispetto delle leggi, ma anche in questa nuova legislatura purtroppo i politici della nostra regione stanno dimostrando di pensare più alle proprie tasche che a dare segni tangibili di cambiamento. Sono ancora recenti, infatti, le loro lacrime di coccodrillo rispetto all'approvazione all'unanimità della legge vergogna sui vitalizi".

È quanto hanno dichiarato i parlamentari calabresi del M5S Alessandro Melicchio, Paolo Parentela e Bianca Laura Granato, annunciando nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro, la presentazione di una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli affari regionali per diffidare la Regione Calabria.

"La diffida - ha detto Melicchio - scaturisce dal fatto che la Regione Calabria non rispetta lo Statuto e, in caso di inerzia, di valutare la procedura per lo scioglimento del Consiglio regionale, ex art. 126 della Costituzione, riguardo la mancata calendarizzazione della proposta di legge regionale di iniziativa popolare 'Taglio Privilegi' che è finita dimenticata nei cassetti. Oggi il Consiglio regionale calabrese è fra i più costosi d'Italia. Costa quanto il Consiglio regionale della Lombardia che ha cinque volte la popolazione della Calabria ed il doppio dei consiglieri, ma costa uguale".

Alla Camera, secondo quanto é stato reso noto nel corso dell'incontro, é stata presentata un'interrogazione parlamentare, primo firmatario Alessandro Melicchio, che pone all'attenzione del Governo "la violazione di legge - ha aggiunto Bianca Laura Granato - e degli obblighi statutari del Consiglio regionale. Completato l'iter di presentazione della Proposta di legge 'Taglio Privilegi', da più di un anno e mezzo se ne sono perse le tracce nonostante l'articolo 40, comma 2, dello Statuto regionale disponga che i progetti di legge di iniziativa popolare devono essere portati all'esame del Consiglio regionale entro tre mesi dalla data di presentazione. Abbiamo chiesto, quindi, l'intervento del Governo perché in Calabria siamo sempre noi a fare opposizione anche se non siamo in Consiglio regionale ma stimoliamo il Consiglio a fare propria questa proposta".

Una legge che se approvata, é stato spiegato, consentirebbe una riduzione dei costi della politica regionale, con un risparmio di 3 milioni di euro all'anno, riducendo del 40% gli stipendi e le spese dei politici regionali e dei gruppi consiliari.

"Ciò che noi chiediamo - ha detto Parentela - è non solo il rispetto delle norme di legge, ma anche e soprattutto il rispetto dei cittadini che hanno sottoscritto la proposta e che oggi si vedono umiliati in una loro prerogativa, ovvero il loro potere di iniziativa legislativa. I calabresi hanno chiesto a gran voce di tagliare i privilegi alla casta politica regionale più pagata d'Italia e con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Il Consiglio regionale della Calabria non può più opporsi alla calendarizzazione di questa legge e le opposizioni non devono limitarsi a criticare gli spot pubblicitari. Parlassero della riduzione degli stipendi dei dirigenti, che se introdotta porterebbero un ulteriore risparmio milionario".