La scuola diventa sempre più multietnica: il primato di Reggio Calabria

Di seguito un approfondimento sul fenomeno dell’inserimento scolastico di studenti di nazionalità straniera e la posizione di Reggio rispetto alla Calabria e all'Italia

Per le dimensioni assunte, la costante crescita e la diffusione sul territorio, la scuola multietnica si configura come un elemento strutturale del nostro sistema scolastico. Dall’espansione delle consistenze e delle nazionalità degli alunni stranieri consegue che un numero sempre crescente di operatori e di famiglie è coinvolto nelle problematiche di accoglienza e di integrazione di questi bambini e ragazzi.

É quindi importante cercare di approfondire il fenomeno dell’inserimento scolastico di studenti di nazionalità straniera, in quanto si prevede che proseguirà ancora la sua crescita nei prossimi anni, anche se più lentamente di quanto avvenuto nel recente. Intanto, come si evince dal Focus presentato dal Miur nei giorni scorsi, va sottolineato il grande balzo delle presenze dall’anno scolastico 1983/84 quando gli alunni erano appena 6.104 agli 841.719 allievi del 2018 su una popolazione studentesca complessiva di 8.664.000 allievi frequentanti le scuole di ogni ordine e grado del nostro Paese.

Anche se va registrato che rispetto al 2013/2014 si registra per la prima volta un leggero ma costante calo delle presenza straniera sui banchi di scuola. Infatti, i dati del trend mostrano che la presenza di questi ultimi,tende a stabilizzarsi, mentre il numero degli allievi italiani ha registrato una flessione di 93mila unità (-1,2%) a fronte di una crescita di quasi 16mila studenti con cittadinanza non italiana (+ 1,9%).

Il focus ministeriale evidenzia come gli alunni stranieri iscritti alle scuole primarie sono 307.818, nelle scuole dell’infanzia 165,115 , mentre gli studenti nella scuola secondaria di primo grado ammontano a 173.815 e nelle secondarie di secondo grado 194.971. Gli unici ordini con una crescita nelle iscrizioni sono la primaria e la secondaria di secondo grado.

Sempre dai dati ministeriali la Lombardia si conferma la regione italiana che ospita il maggior numero di alunni immigrati pari a 213.153, seguita da Emilia Romagna, Veneto , Lazio e Piemonte.

Al 16° posto la Calabria con 12.372 su un totale della popolazione scolastica pari a 277.032 unità.

Sono così distribuiti: scuola dell’infanzia 2.160; primaria:3.827; sec. di I grado: 2.550; secondaria di II grado:3.835. La provincia di Reggio Calabria ha il primato di presenze sulle altre consorelle con 4.237 allievi presenti nelle scuole di ogni ordine e grado, seguita da Cosenza con un totale di 4.063, da Catanzaro con 2.225, Vibo con 952 e Crotone con 905. Nella provincia reggina, per ordine di scuola, si distribuiscono come segue:773 nelle scuole dell’infanzia, 1.246 primaria, 839 nella secondaria di I grado, 1.379 nella secondaria di secondo grado. Per la scuola superiore si distibruiscono come segue per tipologia di studi: 436 nei Licei, 606 nei Tecnici, 337 nei Professionali. Nel Reggino in questi anni la presenza dei minori stranieri è stata sempre in crescita: nell’a.s. 1998/99 erano 377; nel 199/2000 erano 486; nel 2001/2002 642; nel 2003/2004 1.057; nel 2010/2011 3.459. Una vera e propria ONU anche nelle scuole calabresi Una costante crescita e diffusione sul territorio configura la scuola multietnica come un elemento strutturale del nostro sistema scolastico.

Il quadro ricavabile dai dati nazionali riflette una vera e propria ONU disseminata nelle aule scolastiche del Paese. Sono oltre 200 le nazionalità diverse degli alunni nelle scuole italiane, una varietà di lingue, culture , etnie . Sul totale delle presenze in Calabria 6.8746 provengono dall’Europa, di cui UE 5.174, 3.414 dall’Africa, 305 dall’America, 1.798 dall’Asia, 9 dall’Oceania. I minori stranieri della provincia reggina sono così distribuiti per continente di provenienza: 2.044 dall’Europa,di cui 1.575 UE, 1.244 dall’Africa,78 dall’America, 868 dall’Asia e 3 dall’Oceania. Nel Comune di Reggio i 4.237 alunni stranieri si distribuiscono così nei seguenti principali Paesi di provenienza: primo la Romania seguito da Albania, Marocco, Cina, Filippine, India, Moldavia, Egitto, Pakistan, Ucraina  Registrato il sorpasso delle seconde generazioni. Nel Reggino sono 1.475 i minori nati in Italia.

Il 63% degli studenti con cittadinanza non italiana è rappresentato dalle seconde generazioni. La costante crescita degli studenti nati in Italia da genitori emigrati nel nostro paese caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio. Nel quinquennio 2013/2014 – 2017/2018 questo gruppo di studenti è passato da circa 415 mila unità a 531 mila con un incremento di quasi 116 mila unità (+28% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di oltre 28 mila unità (+5,7%). Sul totale degli studenti con cittadinanza non italiana la quota dei nati in Italia supera il 63% mentre in rapporto al totale degli studenti rappresenta il 6,1 % (era 4,7% nel 2013/2014). In Calabria sono 4.121, con una prevalenza in provincia di Reggio di 1.475 minori nati in Italia. A Cosenza sono 1.144 a Catanzaro 897, a Crotone 330, a Vibo 275. A Reggio sono così distribuiti per ordine di scuola: 471 nelle scuole dell’infanzia, 1.804 nella primaria, 622 nella secondaria di I grado, 354 nella secondaria di II grado.

PROBLEMI APERTI

1.Cittadinanza più rapida

Gli allievi di seconda generazione rappresentano un segmento particolare della popolazione scolastica di origine straniera, con esigenze e bisogni educativi diversi da quelli degli allievi di recente immigrazione. Con sempre maggiore consapevolezza richiedono la revisione della normativa in tema di cittadinanza, approvata alla Camera nella precedente legislatura e in attesa dell’esame ancora al Senato. Attualmente non esiste alcun automatismo che garantisca a chi nasce in Italia da genitori stranieri l’acquisizione della cittadinanza italiana, con una evidente mancanza di rispondenza tra lo status giuridico e l’identità personale e sociale costruita nei percorsi formativi e nelle relazioni intessute nello spazio della propria esistenza: il “nostro”paese.

Dare cittadinanza è certo aprire a una nuova condizione chi si sente ancora fuori posto, ma anche chiamarlo a una piena responsabilità, a una più consapevole partecipazione, alla presa di coscienza che il diritto di essere italiano pretende il dovere di legge, costume, civiltà, cultura di chi ti dà l’onore e la gioia di esserlo.

Per questo, ribadisco, lo Ius soli è un necessario atto di onestà che dovrebbe andare oltre gli steccati ideologici, oltre le contrapposizioni di parte, prendendo atto di ciò che è semplicemente la realtà che ci circonda tutti i giorni, a Reggio come nel resto del Paese.

2.Scarsa presenza di mediatori e facilitatori nelle scuole

Prioritario continua a permanere per le scuole la disponibilità di mediatori linguistici e culturali, di facilitatori didattici, con i corsi di appoggio e di tutoring per gli alunni stranieri, col sostegno economico più allargato per le scuole che ospitano numeri alti di immigrati. Tra le difficoltà che determinano l’insuccesso scolastico, la barriera linguistica e culturale è quella più rilevante, primo anello di una catena di esclusioni che si amplificano via via che si sale nel grado di istruzione. Si pone il problema della gestione dell’integrazione a 360 gradi e h24.

La scuola, pur tra le difficoltà rappresentate, accoglie, aiuta e accompagna il minore straniero, ma il tempo extrascolastico? Gli studenti rappresentano altrettante famiglie che vogliono integrarsi ma che denunciano tante difficoltà. Conta poi il quartiere dove si abita. Dove poi ciascuno sta con chi gli assomiglia. Ecco perche la presenza di mediatori sul territorio è una priorità per una politica attiva di integrazione. Alla Città metropolitana si ribadisce ulteriormente la richiesta della istituzione dell’albo dei mediatori linguistici e culturali. Sarebbe ora che si facesse ordine su questa materia dando delle opportunità di lavoro per i tanti giovani che hanno conseguito presso le università titoli e competenze spendibili di cui questa terra ha tanto bisogno.

3.Istituzione di un Osservatorio

Va rafforzata la cooperazione tra scuola e città per costruire un progetto comune sulla base di scelte e strategie concordate attorno ad un tavolo , quale quello della prefettura che non sarebbe male riprendesse in considerazione l’iniziativa della istituzione di uno specifico Osservatorio che monitorizzi il fenomeno e coordini risorse e opportunità finanziarie locali e comunitarie, con protocolli e intese apposite coinvolgenti istituzioni pubbliche , del privato sociale, del volontariato per la condivisione di obiettivi e codici di comunicazione comuni.

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