Secondo appuntamento del ciclo dei “Salotti Letterari”. Presentata la mostra di Andrea Jemolo dedicata al MAXXI di Roma.
27 Febbraio 2014 - 16:31 | di Redazione

di Vincenzo Comi – L’Associazione Studentesca “M.U.S.A.” torna con il secondo appuntamento del nuovo ciclo di “Salotti Letterari” dedicato, questa volta, alla fotografia d’architettura.Un confronto tra gli scatti di un professionista e quelli degli studenti di architettura che, per la prima volta, si approcciano al mondo della fotografia. Presso l’Atelier di Architettura, luogo recentemente restituito agli studenti per le loro iniziative, nella serata di giovedì, sono state presentate le due mostre fotografiche.‘Due anni fa, l’Associazione ‘M.U.S.A’, è stata promotrice di un “Corso di Fotografia” che ha avuto più di 800 iscritti con oltre 7000 immagini valutate. E’ stato molto interessante tenere il corso di educazione all’immagine rivolto agli studenti di architettura- spiega il prof. Angelo Di Chio – Dopo due anni abbiamo deciso di allestire una mostra permanente all’interno dell’università. E’ importante che venga lasciato un segno tangibile con opere realizzate dagli stessi studenti del dipartimento.’ A conclusione dei due corsi si è pensato quindi di allestire una mostra permanente di una selezione delle foto realizzate dagli studenti e, per l’occasione, l’associazione MUSA ha invitato il fotografo professionista Andrea Jemolo all’esposizione fino al 6 marzo della mostra “Immagini di Architettura Contemporanea: Andrea Jemolo Zaha Hadid_MAXXI: Museo Nazionale delle Arti del XX° secolo _ Roma”.Ritrattista puntuale dell’architettura storica, moderna e contemporanea, Andrea Jemolo è un fotografo attento alla dimensione tecnica ed estetizzante della ripresa.‘Gli scatti che compongono la mostra sintetizzano le quattro fasi della realizzazione del Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo dall’inizio del cantiere al MAXXI finito – spiega il fotografo Andrea Jemolo – L’opera di natura contemporanea dell’arch. Zaha Hadid rappresenta oggi un vero e proprio centro culturale. Fotografare il cantiere è stato molto importante poiché è stato possibile catturare i dettagli e le strutture che poi la struttura finale ha nascosto. Il primo scatto che ho realizzato fu nel 2004. La direzione dei lavori decise di chiamare dieci fotografi di architettura per far comporre un piccolo servizio sul cantiere del MAXXI a distanza di due mesi l’uno dall’altro. Questa esposizione – conclude il fotografo Andrea Jemolo – è stata poi presentata alla biennale di Architettura di Venezia.’Si ritrova nelle fotografie di Jemolo un approccio astratto in assenza di architettura vera e propria. Le immagini, sature di colore, registrano un aspetto di grande impatto nell’iconografia del cantiere: l’alfabeto cromatico di rossi, gialli, blu, neri – a cui fa da sfondo l’incredibile azzurro del cielo romano – e quello formale, che risulta dal sovrapporsi e dall’intersecarsi delle componenti strutturali: griglie, pilastri, impalcature e casseri generano un bosco artificiale di cui è difficile non subire la suggestione visiva.L’incontro è stato presentato da dalla studentessa Federica Schiariti, consigliere dell’Associazione MUSA. Mediatrice la professoressa Rita Simone, docente del dipartimento dArTe e presidente della Commissione Politiche Giovanili. Presente anche Gianfranco Neri, direttore dipartimento d’ArTe e Venera Paola Raffa, docente dArTe.
