Spazio psicologia 3.0 - Fenomeno “Blu Whale “: adolescenti travolti dall'onda della balena blu

Spazio psicologia è la rubrica a cura della Dr.ss

Spazio psicologia è la rubrica a cura della Dr.ssa Gaia Malara, Psicologa PLP , nella quale verranno trattati argomenti di attualità e saranno effettuate  interviste  a colleghi e professionisti.

La Dr.ssa Vanessa Versace, Psicologa Plp, specializzanda in psicoterapia Umanistica- esistenziale è stata invitata a parlare del fenomeno appena sbarcato in Italia che sta coinvolgendo l’opinione pubblica: il gioco della balena blu.

Dr.ssa può spiegare il fenomeno della „balena blu“?

“Il fenomeno ha avuto inizio in Russia un paio di mesi fa, per opera di uno studente ventiduenne di psicologia  che, tramite la modalità gioco“, ha dato via al suo folle intento di ripulire la società dagli scarti”biologici” come dallo stesso definite le persone deboli che poi hanno preso parte al macabro gioco. Tutto ciò è stato facilitato dai mezzi di comunicazione che hanno permesso a questo fenomeno di espandersi a macchia d’olio in diversi Paesi del mondo raggiungendo anche l‘Europa senza escludere neppure il nostro Paese (per ora unico caso a Livorno)”.

In cosa consiste questo macabro gioco, così come lo definisce?

“Durante i 50 giorni i ragazzi, adolescenti, devono prendere parte  a delle prove che aumentano la loro difficoltà e pericolosità durante il trascorrere dei giorni del soggetto che decide di sottoporsi ad esse per superarle. Tali prove comprendono atti di autolesionismo, deprivazione del sonno, non ultimo, incidere sulla propria pelle, con un coltello o una lametta,  il simbolo del gioco, fino ad arrivare al suicidio, il compito definitivo”.

Secondo lei perchè questo fenomeno riguarda più che altro gli adolescenti?

“Perchè sono probabilmente coloro che stanno in mezzo, e quindi più facili da coinvolgere. Un pò bambini, con ancora la voglia di giocare e condividere e un pò adulti con la voglia di crescere e sperimentarsi, con la necessità di dimostrare di valere e potercela fare da soli ma con la fragilità dei bambini non ancora in grado di comprendere le conseguenze di ciò che si fà, un pò per essere visti, un pò per essere ascoltati”.

Cosa pensa del fatto che l’ideatore di questo gioco sia uno studente di psicologia poco più grande delle sue vittime?

Penso che anche lui attraverso questa modalità estrema abbia cercato di esprimere un disagio non indifferente ed il gesto potremmo ricollegarlo ad una sorta di rivalsa che questo giovane, poco più che adolescente abbia voluto compiere nella speranza di essere considerato. Sentendosi forse proprio lui in primis una persona debole e non importante per gli altri. Dietro tutto ciò potrebbe anche esserci un problema psichiatrico da non sottovalutare e che va attenzionato da un‘ equipe di professionisti.

Adesso che lo hanno arrestato cosa pensa che bisognerebbe fare?

“Adesso ciò su cui si dovrebbe lavorare è il recupero di questo ragazzo lasciando in sospeso ogni forma di giudizio, concentrandosi sulle motivazioni più profonde che lo hanno portato ad architettare il tutto”.

Perchè il simbolo della balena blu?

“La balena blu è il simbolo di un animale grande e grosso che apparentemente sembra forte ma poi nello stesso tempo risulta fragile, perchè perde la rotta durante le migrazioni e si lascia morire spiaggiata sulla riva”.

Cosa si nasconde dietro la partecipazione a questo gioco?

“C’è probabilmente la richiesta di aiuto della società che, ancora una volta, esprimere il suo malessere attraverso questi fenomeni di massa. Al di là delle conseguenze tragiche che il fenomeno sta arrecando bisogna prendere atto e leggere fra le righe. Ciò che sta succedendo è l’espressione di un malessere comune fra i ragazzi, l’urlo di silenzioso e di dolore che passa attraverso le modalità più forti e di impatto perchè sono quelle che arrivano prima e direttamente ai nostri occhi e alle nostre orecchie, facilitati  dal mezzo di comunicazione più veloce e interattivo alla portata di tutti”.

Quali bisogni cercano di esprimere questi ragazzi?

“Probabilmente il bisogno di essere visti ma non di apparire, bensì di essere considerati, compresi, ascoltati. Perchè quando si parla e ci si accorge che attorno c’è troppo rumore affinchè si venga uditi si urla e lo si fa con tutto il fiato che si ha in gola, proprio come fanno le balene”.

Che consiglio può dare agli adolescenti?

“Più che consiglio vorrei dare un messaggio. Ognuno di noi ha dentro risorse e possibilità e che la vita è un occasione per metterla in pratica nei modi più veri e creativi possibili, tutto questo con la consapevolezza di essere unici e importati, ognuno a modo proprio. Sono questi probabilmente i sentimenti che provano questi ragazzi, disorientati in una civiltà che troppo distratta per fermarsi ad udirli, dove ogni uomo è preso dal suo egocentrismo per guardare al prossimo, per fermarsi e chiedere „come stai?“ ed aspettare la risposta. Ed è qui che si gioca la partita.

Alle famiglie?

“Dico che bisogna giocare d’anticipo e il mezzo con il quale farlo è la comunicazione ma no quella di massa, come messaggi abbreviati o emoticons per esprimere un intero concetto, stati d’animo o addirittua emozioni. Dobbiamo riprendere i vecchi modelli di comunicazione, quelli in cui per dirsi qualcosa bisognava incontrarsi, a cena, al bar o fuori scuola e guardarsi negli occhi per assicurarsi di essere ascoltati e compresi, forse è questo che con nostalgia manca alle generazione precedenti e manca come opportunità sottratta alle nuove”.

Consiglio pratico?

“Posate gli smartphone e osservate i ragazzi. Non controllate i telefoni o i profili, riscoprite il piacere del dialogo e della condivisione. Ogni momento è buono per raccontarsi e farsi raccontare. Condivisione inteso come uno scambio reciproco dove ognuno si racconta, dove si impara ad ascoltare e a conoscersi”.

A cura della Dott.ssa Gaia Malara

Psicologa PLP

https://www.facebook.com/psicologagaiamalara

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