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#TalentiReggini – Barillà, campione pronto alle Olimpiadi: “Sogno una medaglia a Rio”

Baku - Azerbaigijan 19 giugno 2015 Giochi Europei Baku2015 Tiro a Volo: Antonino Barillà ha vinto la medaglia di bronzo nel double trap superando nella finale per il terzo posto il tedesco Andreas Loew. Nell’ultimo scontro da 30 piattelli l’azzurro ha sbagliato solo una volta, dopo aver preso una ammonizione per aver caricato il fucile fuori pedana. Foto di Ferdinando Mezzelani-GMT ©


di Pasquale Romano – Reggio Calabria sarà degnamente rappresentata alle prossime Olimpiadi, in programma a Rio. Antonino Barillà, campione di tiro a volo specialità Double Trap, si è infatti guadagnato con largo anticipo il ‘pass’ che gli permetterà di partecipare alla competizione sognata da tutti gli sportivi.

Dopo un 2014 e 2015 da ricordare (argento mondiale, bronzo conquistato nei Giochi europei di Baku e gara di Double Trap di Coppa del mondo vinta a Cipro) il 2016 potrebbe essere indimenticabile: “Le aspettative sono quelle di andare lì e fare meglio possibile, magari arrivare a una medaglia. Ma al momento non pensiamo a quello che verrà. Lavoriamo giorno per giorno per arrivare a dare il massimo a Rio”, assicura Barillà.

Nato e cresciuto a Reggio Calabria (precisamente a San Giuseppe), Barillà da qualche anno vive in Umbria e si allena nel centro federale del TAV Umbriaverde di Massa Martana. “Mi alleno in una struttura che offre grandi servizi, non solo dal punto di vista sportivo. Conosco Terni da qualche anno ed ho molti amici. E’ simile a Reggio Calabria, a misura d’uomo ma al tempo stesso in grado di offrire tutto”, spiega motivando il motivo del trasferimento.

Laureato in ingegneria presso l’Università di Reggio Calabria, il campione reggino è diventato Sottoufficiale della marina per meriti sportivi. “Conciliare studio e attività sportiva non è semplice, dopo la laurea mi dedico con maggiore impegno al tiro al volo. Ho iniziato per divertimento, con il tempo è diventata una passione e un lavoro. Gli ultimi risultati li considero un punto di partenza verso nuovi traguardi, voglio migliorare sempre”.

Non è uno sport usuale quello del tiro al volo. Barillà si è avvicinato  alla specialità grazie al dna familiare. “Mio nonno aveva fondato un campo di tiro nel 1965, mio padre lo ha praticato sin da piccolo. Il tiro a volo è uno sport di nicchia, ti mette giudizio e disciplina. Purtroppo è poco conosciuto, basterebbe provarlo per imparare ad apprezzarlo”.

Il padre di Antonino, Giuseppe Barillà, lo ha ‘iniziato’ al tiro a volo intuendone da subito capacità fuori dal normale: “Ha iniziato a 14 anni, da lì non si è più fermato. Ho sempre avuto piena fiducia in Nino, le sue qualità erano evidenti. Non dico questo perchè sono il padre (sorride, ndr) ma dopo 50 anni dedicati al tiro al volo credo di capirne  qualcosa. Del resto i risultati ottenuti  parlano da soli…”

Giusepppe Barillà racconta ai microfoni di City Now dell’attaccamento viscerale di Antonino nei confronti della sua terra e dell’impegno religioso: “E’ innamorato di Reggio Calabria, ci torna ogni volta che può anche solo per pochi giorni. Come tutta la nostra famiglia è un uomo di fede, ad agosto quando può partecipa in prima persona ai festeggiamenti di San Giuseppe portando la vara del nostro patrono”.

Da piccolo, Antonino Barillà si dedicava al calcio, curiosamente assieme all’omonimo ex giocatore della Reggina, oggi al Trapani in serie B. “Sino a quando non si è dovuto trasferire in Umbria, da tifoso pazzo della Reggina andava al Granillo ogni volta che gli amaranto giocavano in casa. Con Nino Barillà giocavano da piccoli nel Catona, sono rimasti amici e si sentono spesso”.

Definito dai giornalisti Rai “la punta di diamante dell’Italia alle prossime Olimpiadi nella specialità Double Trap”, Barillà è pronto a rappresentare la Calabria intera a Rio. Il sogno di tutti, in primis del padre, è che al ritorno la valigia sia un pò più piena…: “Sarebbe il perfetto coronamento di tanti sacrifici. Noi lo seguiremo da casa, in tv, ma con il cuore saremo con lui in Brasile. Le Olimpiadi sono la cosa più importante per uno sportivo, non riesco nemmeno a pensare cosa sarebbe ottenere una medaglia…”

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